
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale ha sospeso la nuova legge sul velo in Iran, che inasprisce ulteriormente i controlli e le sanzioni per le donne che non lo indossano correttamente. La sospensione della legge è un punto di scontro tra le autorità iraniane sul velo, che è obbligatorio nel Paese.
Il Consiglio supremo ha fatto richiesta al parlamento di sospendere il processo di attuazione della legge, per permettere al governo di modificarla. La richiesta di modificare il testo viene dal Presidente iraniano Massoud Pezeshkian, che spera di condurre il Paese verso norme più progressiste. Il riformismo di Pezeshkian non combacia con l’orientamento ultra-conservatore del Parlamento e del Consiglio dei guardiani, che avevano approvato la legge già a settembre 2023.
Tuttavia, dopo aver mostrato delle riserve nei confronti del testo e le varie proteste, soprattutto provenienti dalla sua frangia politica, Pezeshkian ha deciso di bloccare l’applicazione della legge, anche se non può formalmente apporre il veto. Infatti, la sospensione della legge è avvenuta a pochi giorni dall’arresto della cantante Parastoo Ahmadi. L’artista era stata arrestata, poi rilasciata, dopo la pubblicazione di un video in cui si esibiva senza hijab.
La “Legge per la protezione della famiglia tramite la promozione della cultura della castità e dell’hijab” prevede dure condanne detentive, frustate e sanzioni severe. Questo vale anche per le personalità di spicco, che incorrono nel divieto di esercitare la professione e la confisca del 5% dei beni. Il testo è stato redatto nel maggio 2023 in risposta al movimento Donna Vita Libertà, che in Iran si era scagliato contro il conservatorismo governativo. Le proteste di massa risalenti a due anni fa erano state scatenate dalla morte di Mahsa Amini a settembre 2022. Amini era arrestata con l’accusa di non aver indossato correttamente il velo dalla polizia morale.
Diana Eltahawy, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente, ha commentato che il provvedimento: “intensifica la persecuzione di donne e ragazze che osano rivendicare i propri diritti”. La vita delle donne e ragazze in Iran viene descritta come intollerabile, a causa di un sistema oppressivo ancora più soffocante.
“La complessa rete di multe, pene detentive e altre gravi punizioni, fino alla pena di morte, dimostra la politica di controllo da parte dello stato su donne e ragazze, attraverso la paura e la precarietà economica.” Secondo Eltahawy, la “legge avrà conseguenze particolarmente devastanti per le fasce più svantaggiate della società”.
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