
Si riparte a pieno regime dalle infrastrutture. E il Sud è destinato a interpretare un ruolo da protagonista indiscusso. Così possono essere riassunte le parole di Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato, che ha illustrato, in occasione del forum “Cambio di paradigma” – promosso dal quotidiano Il Mattino presso il Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – il piano di investimenti che il Gruppo ha previsto di sostenere per i prossimi anni.
In riferimento al Piano di investimenti da 100 miliardi in 5 anni – il cosiddetto Piano Strategico del Gruppo FS 2025-2029, Donnarumma ha ribadito la centralità che il Mezzogiorno d’Italia riveste nell’ambito del progetto, aggiungendo che “procede con regolarità”. Si punta, infatti, al completamento delle tre linee dell’Alta Velocità/capacità, che proseguiranno anche oltre Napoli e Salerno, realizzando così il vecchio sogno dell'”unità ferroviaria” del Paese. “Per quanto riguarda la Napoli-Bari – ha proseguito l’ad – nei prossimi mesi riusciremo a ridurre la percorrenza di 50 minuti ed entro il 2029 sarà possibile andare da Roma al capoluogo pugliese in 3 ore“. Quello di Donnarumma è un chiaro riferimento alle tratte Napoli-Cancello e Cancello-Frasso, alla cui inaugurazione si assisterà entro la fine del 2025 – con la realizzazione dei primi 16,5 km della Napoli-Bari.
Si tratta di una crescita non indifferente, in quanto prevederà anche una riduzione tempistica complessiva tra i due capoluoghi pari a 2 ore e 40 minuti, 50 minuti in meno rispetto all’attuale linea ferroviaria. A tal proposito, si segnala anche l’ultimazione della Galleria Casalnuovo sulla tratta Napoli-Cancello, realizzata da Webuild per conto di RFI – principale esecutore dei fondi del Pnrr – primo caso in Italia di attuazione della tecnica iperbarica.
Ma non è tutto. E’ interessante notare, infatti, come il cronoprogramma dell’opera – coordinata per tutte le sue fasi dal commissario FS Roberto Pagone – preveda l’arrivo dei treni della nuova linea ferroviaria in costruzione sino alla stazione Alta Velocità di Napoli Afragola entro i primi mesi del 2026. Una scadenza simile, inoltre, è stata fissata anche per il completamento del viadotto sul fiume Calore.
Un’opera destinata a esercitare un ruolo di crocevia non soltanto nell’ambito del sistema dei trasporti regionale, ma anche nazionale, tra Nord e Sud. Torneranno a essere pienamente operative anche le stazioni di Casalnuovo e Acerra, incrementando così l’accessibilità al sistema ferroviario ad alta velocità in un territorio incredibilmente vasto e abitato come quello dell’area metropolitana di Napoli – comprendendo anche le città di Casoria e di Caivano. Dunque, in totale, si prevede una lunghezza totale della futura linea ad alta velocità Napoli-Bari pari a ben 145 km – con 25 viadotti e 15 gallerie, attraversando circa una ventina di stazioni.
Successivamente, Donnarumma non ha mancato di fare il punto della situazione anche per la tratta Salerno-Reggio Calabria: “Entro il 2030 il percorso tra le due città sarà ridotto di un’ora“, ha rassicurato l’ad. Nel frattempo, in Sicilia proseguono inarrestabili i lavori di potenziamento della linea Palermo-Catania – sempre ad Alta Velocità. Si tratta di un altro importante piano di investimenti, che “garantirà un’ora di percorrenza in meno tra le due città con benefici sensibili per tutto l’anello ferroviario siciliano dove sono stati previsti investimenti per alcuni miliardi”, ha concluso Donnarumma.
A trainare tutti questi investimenti è, ovviamente, il Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza – il cui principale appaltatore è stato, appunto, proprio FS – con oltre 25 miliardi di euro affidati. “Nel 2024 abbiamo investito oltre 17 miliardi di cui più di 10 sulla rete ferroviaria, quest’anno sulla rete siamo già a 11 miliardi investiti e supereremo i 18 miliardi di investimenti totali“, ha asserito l’ad.
Ma il Sud non ospiterà soltanto nuove linee alta velocità/capacità. Sono in arrivo, infatti, anche le risorse che saranno impiegate per l’installazione del cosiddetto ERTMS – acronimo di European Rail Transport Management System. Si tratta di un complesso sistema di controllo e di gestione del traffico ferroviario, che ha interessato circa 1.400 chilometri di rete in tutta Italia – secondo quanto previsto dalla misura 1.4 della missione del Pnrr per assicurarne lo sviluppo. Finanziato con ben 2,5 miliardi di euro dei fondi Pnrr, l’opera interesserà circa 2.800 chilometri, da coprire durante la prima metà del 2026.
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