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Pierluigi e Matteo: uccisi barbaramente senza pietà

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5 ottobre 20196 min di lettura

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Pierluigi e Matteo: uccisi barbaramente senza pietà

Indice (1)

  • 1Il giorno dopo gli eventi accaduti a Trieste presso la locale Questura, aumenta il dolore e lo sgomento per la morte di due agenti, per mano di un criminale di origine domenicana, quale si era responsabile di furto di un ciclomotore.

Il giorno dopo gli eventi accaduti a Trieste presso la locale Questura, aumenta il dolore e lo sgomento per la morte di due agenti, per mano di un criminale di origine domenicana, quale si era responsabile di furto di un ciclomotore.

Il delinquente, identificato in Alejandro Augusto Stephan Meran, accusato di aver sparato brutalmente ai due agenti Pierluigi e Matteo, nella serata di ieri, alla presenza del magistrato di turno e del Procuratore si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre il fratello del pluriomicida era già stato sentito presso la questura.

Nella tarda serata di ieri il magistrato ha confermato lo stato di fermo per i due fratelli in quanto gli inquirenti ritengono che vi siano il pericolo di fuga e di reiterazione del reato, e per tali esigenze, hanno richiesto la custodia in carcere. Misura che potrà o no essere convalidata dal Giudice delle Indagini Preliminari, una volta interrogato il giovane domenicano. Emergerebbe che il pluriomicida, soffra di disturbi psichiatrici, anche questo da verificare.

Secondo alcuni dettagli relativi alla sparatoria, si apprende che, l’agente scelto Rotta Pierluigi è stato raggiunto da due colpi di arma da fuoco, uno al petto ed uno all’addome, mentre l’agente Demenego Matteo è stato colpito ben tre volte dai proiettili, uno alla clavicola sinistra, uno al fianco ed uno alla schiena, tutti colpi che ne hanno causato il decesso, nonostante i numerosi tentativi di rianimazione dei soccorritori, giunti tempestivamente sul luogo della sparatoria. Oltre ai due agenti caduti, un terzo è rimasto ferito alla mano e versa, fortunatamente in buone condizioni.

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La dinamica dei fatti

I due fermati sono di origini domenicane, i loro nomi Alejandro Augusto Stephan Meran, di anni 29 e Carlysle Stephan Meran di anni 32. A colpire a morte con arma sottratta, è stato il primo che, da come si apprende, è affetto da disturbi psichici. Il tutto nasce dal fatto che il plurimocida nella mattina di ieri si era reso responsabile di un furto di uno scooter ai danni di una signora, che a seguito del fatto delittuoso è rovinata a terra.

Del fatto Alejandro Augusto Stephan Meran aveva chiesto consigli al fratello maggiore. Sembra che quest’ultimo abbia avvertito la Polizia, ed una volta giunti in questura Alejandro ha chiesto di potersi recare in bagno ed in quell’istante sembra sia nata una lieve collutazione che ha portato alla sottrazione dell’arma all’agente e la successiva ed immediata esplosione di diversi colpi a cospetto degli agenti Rotta e Demenego, tal da diventarne letali.

I due fratelli risulterebbero incensurati e non sono segnalati come soggetti pericolosi. Del fatto criminoso e di come sia potuto accadere la sottrazione dell’arma in dotazione è ancora da ricostruire, il tutto reso ancora più complicato in quanto quell’area della questura non è coperta da un sistema di video sorveglianza. Dei due, sembrerebbe che Carlysle Stephan Meran, sia completamente estraneo alla sparatoria, tanto che durante l’atto omicida compiuto dal fratello Alejandro, dalla paura, si sia rifugiato negli scantinati.

Parrebbe invece chiaro il modus operandi criminoso del pluriomicida, visto che immediatamente dopo aver sottratto l’arma abbia iniziato a sparare, colpendo a brucia pelo i due agenti poi morti, e nel cercare di allontanarsi e farsi strada all’interno della questura triestina cercando di raggiunger l’uscita, ha esploso altri colpi di arma da fuoco contro l’agente di servizio al corpo di guardia, ferendolo.

Il pluriomicida, uscito dalla questura armato, è stato immediatamente bloccato da altri agenti, fortunatamente senza altro spargimento di sangue, visto che non sono mancati momenti di panico tra i passanti.

I due Agenti, Pierluigi e Matteo

L’agente Pierluigi Rotta 34 anni, campano, originario di Pozzuoli, figlio della Polizia di Stato, visto che anche il padre, oggi in pensione, ha prestato servizio in via Medina a Napoli, e dove anche Pierluigi aveva  lavorato prima di essere trasferito a Trieste. Fatto che portato grande sgomento e dolore alla questura del capoluogo partenopeo.

L’agente Matteo Demenego, 31 anni laziale, originario di Velletri, arruolato nel 2013 e dopo aver frequentato il 186° corso era stato assegnato alla questura di Trieste.

Questi fatti criminosi sono sempre più frequenti, con una ascesa preoccupante negli ultimi anni. Vorrei rivolgere solo un messaggio a queste persone che tutti i giorni, con amore e cuore, ma soprattutto con tanto sacrificio, cercano di rendere la vita di tutti noi più sicura, a volte a costo delle loro propria vita.

Amiamo e rispettiamo queste persone, che per qualcuno sono etichettati con gli aggettivi più squallidi, ma che si dedicano alla comunità con dedizione e professionalità. Stiamo vicini tutti noi a tutti gli uomini in divisa e condividiamo con loro tutto quello che può essere utile a rendere la vita nostra e quelle delle generazioni future sempre  più sicura. Concludo porgendo le condoglianze e la vicinanza ai familiari da parte di tutta la redazione.

Grazie Pierluigi e Matteo, eroi e grandi Uomini dello stato.

di Luigi Di Mauro

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  • #cronaca
  • #matteo demenego
  • #pierluigi rotta
  • #trieste
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