
Castel Volturno è terra di medici. Nel paese affetto da enormi insidie sociali, c’è un centro di eccellenza ospedaliera che fa lustro alla città ed è vanto dei cittadini. Parliamo del Pineta Grande Hospital, punto di riferimento medico nella provincia di Caserta che, grazie alla famiglia Schiavone, è riuscito ad essere un polo di attrazione per specialisti di gran calibro, fino a diventare punto di riferimento tecnologico grazie agli investimenti nel settore della robotica chirurgica. Ora per Pineta Grande si apre una nuova sfida, ovvero quella di consacrarsi anche come polo accademico. D’altronde l’ospedale è già accreditato come Ente di Formazione presso la Regione Campania ed è una delle sedi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per il Corso di Laurea triennale in Infermieristica e per il Corso di Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche. Ma un nuovo balzo in avanti sta per iniziare: a partire da settembre, il Pineta Grande Hospital sarà sede del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Un risultato importante che abbiamo voluto analizzare con il protagonista di questa lunga storia, ovvero il fondatore e presidente del Pineta Grande Hospital, il dott. Vincenzo Schiavone.

L’attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso il Pineta Grande Hospital nasce dalla necessità concreta di formare un numero maggiore di medici, in risposta a una carenza ormai strutturale che interessa tutto il sistema sanitario nazionale. L’Italia sta affrontando un progressivo invecchiamento della classe medica e una crescente difficoltà nel coprire il fabbisogno di professionisti, soprattutto in alcune aree e specialità.
In questo contesto, ampliare l’offerta formativa non è solo una scelta strategica, ma un dovere e questa struttura è capace di garantire agli studenti una formazione fortemente integrata con la pratica clinica quotidiana. La nostra visione è chiara ed è in linea con l’Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli”: formare medici preparati, motivati e pronti ad affrontare le sfide della sanità contemporanea, valorizzando un modello didattico che unisce teoria, esperienza e attenzione alla persona, umanizzazione delle cure. Inoltre, la presenza della didattica universitaria in un ospedale come il Pineta Grande Hospital favorisce una sinergia virtuosa tra formazione e pratica clinica, in grado di attrarre studenti, professionisti e investimenti. In questo modo, Medicina e Chirurgia non è solo un corso di studi, ma un motore di rigenerazione territoriale. Sappiamo che questo è un modello vincente, in quanto messo in campo e testato con il Corso di Laurea triennale in Infermieristica e il Corso di Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, già presenti al Pineta Grande Hospital, che è anche sede dell’Università Tor Vergata di Roma.
Intraprendere il percorso di studi in Medicina e Chirurgia direttamente all’interno di un ospedale come il nostro offre agli studenti un’esperienza formativa immediatamente immersiva e orientata alla realtà clinica. A differenza di molte sedi tradizionali, dove il contatto con il paziente arriva solo dopo i primi anni di studio, qui l’approccio è integrato sin dall’inizio: la teoria si intreccia da subito con la pratica, rendendo l’apprendimento più concreto, efficace e motivante.
Il Pineta Grande Hospital, riconosciuto ospedale di eccellenza e al terzo posto in Italia nella classifica dei migliori ospedali pubblici e privati secondo l’Istituto tedesco di qualità e finanza in collaborazione con l’inserto Salute di quotidiani come Repubblica, è un ospedale con standard assistenziali elevati, tecnologie all’avanguardia e un’ampia casistica clinica. Questo significa che gli studenti non solo potranno assistere a una grande varietà di situazioni mediche reali, ma potranno confrontarsi quotidianamente con professionisti esperti, partecipare attivamente alla vita clinica e apprendere in un contesto dinamico e multidisciplinare.
In più, essere formati in un ambiente ospedaliero di questo livello favorisce lo sviluppo di competenze trasversali essenziali, come il lavoro in team, la gestione delle emergenze, la comunicazione con il paziente e la capacità decisionale sotto pressione, aspetti che spesso si apprendono più tardi nel percorso tradizionale.
Sintetizzando, studiare Medicina e Chirurgia al Pineta Grande Hospital significa imparare a fare il medico a contatto diretto giorno dopo giorno, con uno sguardo già rivolto al mondo professionale e alle reali esigenze della sanità contemporanea.
La collaborazione con l’Università degli studi della Campania “L. Vanvitelli” è il cuore pulsante di questo progetto. I tirocini, in particolare, saranno un elemento qualificante del percorso: non semplici periodi di osservazione, ma momenti strutturati e guidati di apprendimento attivo, in cui gli studenti potranno confrontarsi con casi reali sotto la supervisione di eccellenti specialisti.
Il nostro obiettivo comune è formare medici competenti, critici e pronti a muoversi con autonomia e responsabilità nel mondo sanitario.
Il nostro impegno è duplice: garantire un corso accessibile a tutti, indipendentemente dalla provenienza, e allo stesso tempo costruire un contesto formativo di qualità, capace di attrarre studenti motivati anche da fuori regione.
Per quanto riguarda l’accessibilità, stiamo lavorando per offrire servizi concreti a supporto degli studenti, come un campus che realizzeremo noi, spazi studio e supporto amministrativo efficiente. Vogliamo che chi sceglie di studiare qui trovi un ambiente accogliente, organizzato e funzionale, anche dal punto di vista logistico.
L’obiettivo è chiaro: non solo formare medici, ma farlo in un ambiente in cui ciascuno possa crescere, restare e contribuire.
L’attivazione del corso di Medicina all’interno del Pineta Grande Hospital rappresenta un cambiamento strutturale, non solo per l’ospedale ma per l’intera comunità.
Per la comunità, ci aspettiamo un impatto significativo in termini di prestigio, presenza istituzionale e sviluppo locale. La città guadagna una funzione nuova, che va oltre l’assistenza sanitaria: diventa punto di riferimento per la formazione medica, attrattiva per studenti, docenti e professionisti.
Inoltre, crediamo che questa iniziativa possa contribuire a restituire fiducia e visione a un territorio che ha bisogno di opportunità concrete. La presenza universitaria non è solo simbolica: significa servizi, relazioni, iniziative culturali, sviluppo economico e una nuova centralità nel panorama regionale e nazionale.
In sintesi, cambia la vita dell’ospedale, che fortifica il suo ruolo come luogo di formazione e ricerca, cambia la vita della città, che entra a far parte di un sistema universitario vivo e cambia la percezione del territorio, che non è più solo un luogo che riceve assistenza, ma che produce conoscenza e cura.
Il nostro impegno parte dalla consapevolezza che la qualità della formazione è un valore imprescindibile e un obiettivo concreto. Per questo, fin dall’inizio, garantiremo un ambiente di apprendimento supportivo e stimolante, dove studenti e professionisti possano confrontarsi in modo continuo e costruttivo.
Per monitorare l’efficacia del percorso, metteremo in campo sistemi di raccolta dati strutturati, come del resto già facciamo all’interno della nostra struttura: feedback regolari da parte degli studenti, valutazioni periodiche dei tirocini e confronto costante con il personale ospedaliero. Questi strumenti ci permetteranno di analizzare i risultati in modo trasparente, identificare criticità e implementare miglioramenti in tempo reale.
La trasparenza sarà un pilastro fondamentale: i risultati del monitoraggio saranno condivisi apertamente con tutti gli attori coinvolti, perché crediamo che solo attraverso un dialogo chiaro e responsabile si possa costruire un percorso solido e di qualità.
In definitiva, ci assumiamo la responsabilità di far crescere un progetto che non sia solo un corso di laurea, ma una vera e propria esperienza di formazione integrata, capace di preparare medici competenti, consapevoli e pronti a fare la differenza nella società e nel sistema sanitario da una parte e dall’altra di offrire al territorio l’opportunità unica di riscattare decenni di disagio, con il coinvolgimento delle Istituzioni e dell’intera cittadinanza, costruendo una città del futuro capace di confrontarsi a livello internazionale quale “capitale del sapere e della solidarietà”.
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