
Il “Futuro è oggi”, questo lo slogan che dà il titolo ad un nuovo capitolo per la storia del Pineta Grande Hospital. Un racconto lunghissimo iniziato dal dott. Vincenzo Schiavone e da sua moglie dott.ssa Anna Maria Ferriello nel 1985, quando il Villaggio Coppola era un piccolo gioiello meta di turismo. È stato proprio quel territorio bellissimo a spingere i due coniugi a mettere le proprie radici a Castel Volturno, decidendo di lavorarci e investire.
«Pineta Grande era poco più di una villetta e il pronto soccorso era formato da due stanzette contigue» – ricorda il patron Schiavone durante l’inaugurazione del nuovo ampliamento. Una piccola struttura, quella della prima clinica Pineta Grande, che si apprestava a vivere i cambiamenti strutturali di un territorio sacrificato. «Dopo il terremoto e il bradisismo furono esodati più di 30mila persone sul territorio, che man mano ha iniziato il suo declino – ricorda il dott. Schiavone – dopo i terremotati ci fu l’arrivo di tantissimi immigrati. Abbiamo resistito con perseveranza a tutti i cambiamenti, portando a Castel Volturno un centro in continuo ampliamento: un cantiere a cielo aperto che continua ancora oggi».
Ed è vero perché il Pineta Grande Hospital non ha intenzione di fermarsi. A febbraio, alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e con il contributo in collegamento del Ministro della Salute Orazio Schillaci, è stato presentato l’ampliamento strutturale che ha rivoluzionato Pineta Grande. Il Presidio passa dagli attuali 150 posti letto a 314, diventando così uno degli ospedali più grandi del Mezzogiorno. «Pineta Grande Hospital è privato nella governance, ma erogherà servizi sanitari pubblici» – afferma il dott. Beniamino Schiavone ribadendo la vocazione pubblica del centro dovuto all’accreditamento nel Servizio sanitario nazionale.
L’ampliamento inaugurato costituisce solo il primo dei due lotti destinati a rinforzare il Pineta Grande Hospital. Facendo il tour delle sale operatorie vediamo il sorgere di un centro di alta specializzazione, con tecnologie all’avanguardia e un’equipe medica di estrema eccellenza. Il centro rappresenta uno snodo importantissimo per la provincia di Caserta che soffriva la mancanza di posti letto e che oggi, grazie all’intraprendenza della famiglia Schiavone, trova una risposta a Castel Volturno. Quest’opera imprenditoriale così ambiziosa ha uno sfogo territoriale che non si può sottovalutare, perché di Castel Volturno se ne parla costantemente male, ma centri di eccellenza come il Pineta Grande Hospital danno ai cittadini fiducia in una rinascita che vedono ancora possibile. L’ampliamento dell’ospedale oltre alla mobilità sul territorio, muove un indotto economico rafforzato anche dai nuovi posti di lavoro.
«Siamo uno dei primi ospedali d’Italia per tecnologie presenti all’interno delle sale, oltre ad un’equipe di grandi professionisti in tutti i settori» – dice con soddisfazione il dott. Vincenzo Schiavone. Un’attestazione rimarcata dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: «Sono qui per testimoniare un profondo rispetto per l’eccellenza che la famiglia Schiavone ha portato su questo territorio. Al Pineta Grande Hospital c’è una grande concentrazione di professionisti e a tutti loro va il mio sentito ringraziamento per quanto fatto nel periodo drammatico del covid. È una struttura molto importante non solo sull’aspetto dei servizi, ma anche per quanto riguarda la ricerca visto il profondo rapporto con le università».

Il dott. Beniamino Schiavone è direttore del Pineta Grande Hospital e presidente di Confindustria Caserta.
«Pineta Grande Hospital offre a Castel Volturno una grande opportunità perché rende il territorio più attrattivo. Quest’opera dà una possibilità concreta perché ci sarà una maggiore attenzione dell’imprenditoria a Castel Volturno: è un aspetto molto importante. Abbiamo l’ambizione di affermare questa realtà ospedaliera tra le migliori del Paese, in questo modo rafforzeremo un indotto economico sul territorio facendo crescere la sua recettività».
«Ricordo Castel Volturno quando ero bambino: era bellissima, una fetta di fascia costiera che ogni estate si riempiva di turisti, con un clima di serenità meraviglioso. Col tempo siamo sprofondati in un degrado a tratti ancora evidente. Sono orgoglioso di poter dire che quest’opera favorisce il rilancio del territorio. Da questa esperienza mi auguro che si possano smuovere tante persone per fare qualcosa di positivo per Castel Volturno, io credo fermamente che ci possa essere un riscatto. Il mio impegno va nella direzione di restare a Castel Volturno per far crescere qui i miei figli, ma le attuali condizioni devono cambiare».
«La stagione che viviamo è tra le più difficili, si tratta di una delle crisi peggiori per il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Dobbiamo dire che le difficoltà che vive l’industria sono le stesse in tutto il Paese, non vedo la provincia di Caserta così tanto in difficoltà rispetto ad altri territori. Le industrie casertane sono maggiormente pronte a lavorare in condizioni di crisi, ciò può essere un vantaggio nel momento storico che viviamo. Inoltre, secondo un report di UnionCamere, nel 2022 la provincia di Caserta è tra le migliori province d’Italia per numero di cessazione di attività. È un dato che fa emergere la preparazione delle nostre aziende ad affrontare momenti difficili».
«Ogni governo dovrebbe avere come presupposto la creazione di un Paese equo e che offra le stesse possibilità a tutti i cittadini senza differenze regionali, se partiamo da quest’idea devo dire che il DDL Calderoli va nella direzione esattamente opposta. Il DDL in questione andrà ad acuire il divario che esiste tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Mi aspetto che il governo si preoccupi di fronteggiare la crisi che viviamo o di utilizzare
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