
Da questa mattina sono in corso le operazioni di rimozione dei centinaia di pesci morti lungo la darsena di Pinetamare. L’odore nauseabondo continua a persistere, anche se meno forte rispetto alla giornata di ieri.
Nel frattempo sulla camminata che costeggia la darsena si affacciano i curiosi per assistere alla rimozione dei pesci, tutti con lo stesso sguardo di rassegnazione per un episodio che fa fare i conti con i soliti e atavici problemi che vive il territorio. La Giunta comunale nel frattempo si è rintanata in un silenzio che lascia perplessi i cittadini.
A pagare lo scotto dell’evento, oltre l’ambiente e la salute, anche le attività commerciali che si affacciano alla darsena. “Ieri il tanfo era incredibile. Abbiamo dovuto accendere l’aria condizionata e portare tutti i clenti nella sala interna del ristorante” – ci racconta uno degli operatori dei ristoranti in zona darsena. Nel frattempo gli operai sono impegnati con uno scavatore nell’apertura dello specchio d’acqua chiuso della darsena, di conseguenza vi sarà un’entrata e un’uscita d’acqua che aiuterà nel ripristino del luogo.
Ancora nessuna posizione ufficiale sulle cause, ma nel frattempo arrivano i primi interventi delle associazioni. Sulla sua pagina facebook l’ex assessore all’ambiente del comune e presidente dell’Associazione Centro Studi Officina Volturno Tommaso Morlando interviene dicendo: “Una moria di pesci nella vecchia Darsena, uno specchio d’acqua chiuso, tranne quando viene aperto con mezzi meccanici. In questi giorni di forte pioggia, in genere le pompe che portano le acque delle fogne di Pinetamare, verso i Regi lagni possono andare in sofferenza e in questi casi, va in funzione il troppo pieno che scarica in questa darsena le acque in eccesso insomma, una valvola di sfogo.

“Ma cosa ha provocato questa moria di pesci? Cosa è stato scaricato? – chiede Morlando – Oppure esistono altre cause che vanno verificate? In zona non ci sono industrie o altro di cui è possibile immaginare qualche scarico abusivo…abbiamo allertato i vari enti visto che la competenza sanitaria è dell’ Unità Operativa di prevenzione collettiva e del suo direttore del dipartimento dott. Ricciardelli con sede in Caserta. Restiamo in attesa dei risultati e che ci sia una immediata pulizia per le conseguenze igienico sanitarie che tale situazione comporta”.
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