
In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la Commissione europea ha presentato la sua tabella di marcia per i diritti delle donne, promuovendo l’agenda per la parità di genere e mostrando la propria visione politica a lungo termine per far progredire i diritti delle donne.
La parità tra donne e uomini è un diritto fondamentale e un valore fondante sancito nel diritto dell’Unione europea (Ue) sin dal trattato di Roma del 1957. L’odierna adozione della tabella di marcia coincide con il 30º anniversario della dichiarazione di Pechino e della piattaforma d’azione di Pechino, nel cui quadro 189 paesi, tra cui tutti gli Stati membri dell’UE, si sono impegnati a promuovere l’emancipazione femminile e a conseguire la parità di genere a livello mondiale. Questo valore è sancito anche negli orientamenti politici dati dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in cui figura l’impegno a favore di una nuova strategia per la parità di genere che «rafforzerà i diritti delle donne in tutti i settori, dalla lotta contro la violenza di genere all’emancipazione delle donne in politica e nel mercato del lavoro, in tutta l’UE e in tutte le istituzioni dell’Ue».
Con la tabella di marcia la Commissione ribadisce e rafforza il suo impegno a emancipare le donne e le ragazze e a realizzare pienamente una società basata sulla parità di genere in tutta Europa e nel mondo. La tabella di marcia fornisce orientamenti per le future misure della prossima strategia per la parità di genere.
Nello specifico, la tabella di marcia intende affrontare le norme discriminatorie strutturali nelle nostre società per raggiungere:
Ursula von der Leyen ha osservato che «Non c’è nessun motivo per cui una donna debba essere retribuita meno di un uomo, o avere norme meno elevate in materia di salute o subire violenza a causa del suo genere. Sappiamo che le società in cui le donne e gli uomini sono trattati alla pari sono migliori, più eque e più efficaci. È quindi il momento di attingere al vasto bacino di talenti e competenze di tutti, uomini e donne. L’odierna tabella di marcia dimostra il nostro forte impegno a continuare a costruire un’Unione europea della parità di genere e dei diritti delle donne».
Secondo Hadja Lahbib, Commissaria per la Parità e per la Preparazione e la gestione delle crisi, «mettere in discussione la parità di genere significa mettere in discussione il progresso. La parità di genere non si discute: dovrebbe essere naturale come l’aria che respiriamo. La parità di genere è al centro dello stile di vita europeo. Questa tabella di marcia per i diritti delle donne è la nostra guida, e riflette la nostra visione di un mondo in cui le donne e le ragazze possano dirigere, prosperare e sfruttare appieno il loro potenziale, senza violenze e discriminazioni».
Le ha fatto eco Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, «i diritti delle donne sono diritti fondamentali e sono al centro dei nostri valori europei. La strada verso la parità di genere non è mai stata diritta, ma dobbiamo continuare a proseguirla. Non si tratta solo di una lotta delle donne, ma di una responsabilità di tutti. La promozione della parità di genere rende più forti le nostre società, le nostre economie e le nostre democrazie. Non è solo la cosa giusta da fare, è la cosa intelligente da fare».
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