
Uno studio recente ha messo in luce una disparità preoccupante nella sanità italiana, rivelando che al Sud si muore di più di cancro rispetto al Nord, un dato che contribuisce a una minore aspettativa di vita nelle regioni meridionali. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il divario non deriva da una presunta inferiorità delle terapie oncologiche, che sono invece di qualità comparabile in tutto il paese. La differenza sostanziale risiede in ciò che precede la cura: prevenzione, stili di vita e, soprattutto, l’adesione agli screening oncologici. È qui che si manifesta il problema di più tumori al Sud.
Le indagini mostrano che al Sud sono più diffusi alcuni fattori di rischio legati a stili di vita non salutari, come un tasso di sedentarietà quasi doppio rispetto al Nord e un’incidenza maggiore di sovrappeso. Questo, unito a abitudini alimentari meno protettive, incide sulla prevenzione primaria. Tuttavia, un ruolo cruciale è giocato dalla prevenzione secondaria, cioè gli screening. L’adesione a queste campagne (per tumori al seno, cervice uterina e colon-retto) è significativamente più bassa al Sud, con percentuali che in nessuna regione meridionale superano il 40%. Questo ritardo diagnostico porta a una minore efficacia delle cure e spiega in parte il fenomeno di più tumori al Sud.
Le ragioni di questa bassa adesione sono complesse e multifattoriali. Uno dei principali ostacoli è l’organizzazione logistica, con molti residenti in aree remote o in piccoli centri, lontani dagli ambulatori e dagli ospedali. A questo si aggiungono le disuguaglianze sociali, con studi che dimostrano un’adesione molto più bassa tra le persone con basso livello di istruzione e difficoltà economiche. Questi fattori, insieme a pregiudizi e scarsa informazione, contribuiscono a ritardi nella diagnosi e, di conseguenza, a tassi di mortalità più elevati. È evidente che per invertire la tendenza e combattere il problema di più tumori al Sud, è necessario agire su più fronti: dall’organizzazione territoriale all’educazione sanitaria, per garantire che la prevenzione diventi una priorità accessibile a tutti.
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