
Le generazioni di oggi sono sempre più sensibili nei confronti delle tematiche ambientali. L’inquinamento da plastica, infatti, è un problema endemico al giorno d’oggi. Sono grandi e diffuse le ‘isole di plastica’ che si trovano nei nostri oceani. La plastica dispersa nei mari viene poi mangiata dai pesci di cui poi ci sfamiamo. Secondo alcuni studi, ingeriamo fino ad 1 grammo di plastica a settimana: l’equivalente di quella contenuta in una carta di credito.
Di queste problematiche e di tante altre ne abbiamo parlato con Laura Lombari, referente Plastic Free della provincia di Caserta. Laura ci racconta come è nata questa associazione: «L’associazione Plastic Free nasce nel luglio del 2019 a Termoli dall’idea di Luca De Gaetano, presidente dell’associazione, che assieme ad un gruppo di amici decidono di trovarsi sulla spiaggia per ripulirla. Questa buona pratica si è diffusa velocemente, dando origine ad un’associazione di volontariato indipendente e apolitica».
Mi elenca anche i valori che hanno segnato e guidato l’iniziativa: «Indipendenza: portiamo avanti la nostra missione nell’esclusivo interesse del bene del pianeta e della collettività, lontano da partiti politici e da qualunque tipo di relazione di potere; collaborazione: nessuno è mai solo in associazione, la collaborazione in ogni reparto e in ogni azione ci fa muovere uniti come una grande onda blu; concretezza: ci piacciono i risultati misurabili e dimostrabili, vogliamo differenziarci così da tutte le associazioni sul territorio con il motto “meno parole più azioni”».
«Trasparenza: la pratichiamo nella gestione e nella comunicazione di tutte le nostre attività e iniziative; fiducia: la diamo alle persone che hanno a cuore il bene del pianeta, con oltre 1.000 volontari che hanno ricevuto una delega di referente per operare in nome e per conto della nostra realtà; inclusione: nulla può renderci diversi, la nostra organizzazione non fa distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni, di condizioni personali e sociali».
La nostra regione, ovviamente, non è esclusa dalle problematiche dovute dall’inquinamento della plastica: «I dati relativi sono molto inquietanti ad ogni livello. La Campania, in tutta la sua maestosa bellezza e ricchezza di risorse naturali, è storicamente tormentata dalla problematica dall’abbandono dei rifiuti nell’ambiente». Nonostante ciò, Laura vede il futuro con speranza: «È in atto una vera e propria rivoluzione nei nostri territori per quel che riguarda la necessità di intervenire sin dalle nostre case, effettuando una differenziazione dei rifiuti in maniera meticolosa. Questo fenomeno è dovuto da un lato alla nostra attività di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie e nelle aziende; dall’altra alla maggiore consapevolezza della popolazione campana di mettere in atto delle buone pratiche di tutela dell’ambiente».
A dimostrazione della crescita della sensibilità dei nostri territori nei confronti di questa tematica, Lombari ci dice: «Sin dalla nascita, l’associazione Plastic Free in Campania ha avuto un fortissimo seguito specialmente nelle province di Napoli e Caserta. Oggi nella sola provincia di Caserta abbiamo 21 comuni che hanno sottoscritto dei protocolli d’intesa con l’Associazione e circa 30 referenti su tutto il territorio».
Per la sua conformazione naturale, le diverse parti del territorio presentano diverse problematiche: «Nelle zone limitrofe della città di Caserta abbiamo affrontato le problematiche tipiche dell’agglomerato urbano dove l’abbandono di rifiuti riguarda maggiormente i parchi e aree di maggiore aggregazione sociale».
Particolarmente d’interesse è il Litorale Domizio: «Trovandosi tra due fiumi (il Garigliano ed il Volturno) e maggiormente interessato dal fenomeno delle mareggiate, di fatto subisce l’approdo dei materiali più curiosi e singolari trasportati dai fiumi nel mare e successivamente trascinati sulle spiagge. In questi scenari, specialmente nella stagione invernale e primaverile, ci troviamo a raccogliere rifiuti di ogni genere (flaconi di fitofarmaci, gomme di pneumatici, pezzi di carrozzeria di automobili, rifiuti ingombranti e RAE)».
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