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PNRR in ritardo: il punto sulla situazione

Camilla Esposito Alaia
Camilla Esposito AlaiaRedazione Informare
14 dicembre 20234 min di lettura

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PNRR in ritardo: il punto sulla situazione

Indice (3)

  • 1Soldi del PNRR a rischio
  • 2Relazione semestrale Corte dei Conti
  • 3Quindi cosa succede al PNRR in Italia?

Come ben sappiamo tutti, il PNRR non è altro che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per rilanciare l’economia italiana, parecchio bastonata a seguito del periodo del Covid-19. Con quest’ultimo non solo si mira a favorire l’economia in termini generali, ma anche da un punto di vista eco sostenibile e digitale. Il PNRR ammonta in totale a 235,12 miliardi di euro, dopo l’approvazione della Commissione Europea e dell’Ecofin nel 2023, sono in arrivo 21,4 miliardi di euro aggiuntivi, di cui 2,9 miliardi per il RepowerEu.

Soldi del PNRR a rischio

Detto ciò, il problema riguarda proprio le tempistiche con le quali vengono gestiti questi soldi. Il piano di attuazione del PNRR procede ad un ritmo decisamente troppo lento, mettendo a rischio la possibilità di ottenere i soldi che ci spettano. Come tutti sappiamo vi sono delle scadenze da rispettare però per non perdere la possibilità di perdere questi fondi, la prossima prevista è quella del 31 dicembre 2023. Dire che non c’è più tempo e che lo stato dovrebbe gestire meglio progetti e scadenze è inevitabile. Bisogna garantire agli enti territoriali le condizioni per attuare il Piano ed usare le risorse di cui necessitiamo per alimentare una speranza per le prossime generazioni.

Relazione semestrale Corte dei Conti

La relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR monitora costantemente la situazione del piano di ripresa. Le misure in particolare monitorate riguardano 27 interventi dal valore totale di 31,11 miliardi. Di quest’ultimi però, ne hanno speso solo 2,47 miliardi, ovvero l’8% del valore complessivo. Il problema però non riguarda solo la gestione dei soldi ed il ritardo, ma anche le priorità che vengono scelte. Sempre secondo la relazione semestrale della Corte dei Conti, tra le misure più avanzate ed impegnate c’è quella relativa alla digitalizzazione del traffico aereo. Dall’altra faccia della medaglia, con ovviamente più ritardo e meno impegno, troviamo la misura dedicata alla salute con il 2,24%. Una misura imbarazzante soprattutto dopo il Covid-19, un periodo che ha fatto emergere quanto l’Italia abbia gravi problemi di sanità, tra strutture degradanti, mancanza di personale e pochi fondi da poter utilizzare per la ricerca scientifica.

“È vero che il Piano funziona per obiettivi e non per spesa, ma appare difficile raggiungere gli obiettivi senza utilizzare le risorse” Come quasi sempre nella politica italiana, diventa l’ennesima situazione in cui il cane si morde la coda. Sono solo 10 gli obiettivi finalizzati su 69 obiettivi previsti per la seconda metà del 2023. I restanti 59 sono stati semplicemente suddivisi e classificati. 10 sono registrati con difficoltà alta, altri 21 con quella media ed i restanti 28 con difficoltà bassa. Tra i motivi dei ritardi è facile capire che vi siano l’aumento dei prezzi ed il rincaro generale dovuto all’inflazione. Inoltre le difficoltà della pubblica amministrazione e le mancate risorse degli enti affidati al PNRR, non aiutano a velocizzare questo meccanismo.

Quindi cosa succede al PNRR in Italia?

Sicuramente va nuovamente sottolineato che l’aumento dei prezzi ha causato una carenza di materiali e beni intermedi che sono necessari all’attuazione dei progetti. Altri motivi dei ritardi sono la frammentazione dei progetti che rende faticoso il raggiungimento degli obiettivi finali del piano. O anche la mancanza di risorse umane disponibili e competenti, dato che quelle presenti non sono state formate per la gestione chiara e precisa di questo piano di resilienza. Sempre secondo la relazione del primo semestre 2023, risultano meno performanti i risultati per le 54 scadenze di rilevanza nazionale. La ricognizione effettuata dalla Corte dei conti evidenzia un tasso di conseguimento più basso (74%), mentre il 19% circa figurava in corso e un’ulteriore 7% in ritardo.

Un altro punto interessante riguarda la Pubblica Amministrazione italiana, servirebbero 65mila ingegneri in più per essere in linea con gli altri paesi europei. Il recupero dei ritardi attraverso l’incremento del personale specializzato rappresenta una sfida difficile. Soprattutto alla luce delle difficoltà riscontrate
nell’ultimo biennio dall’attività concorsuale per il reperimento di profili professionali tecnici o particolarmente specializzati. La maggior presenza di laureati STEM-digitali tra i più giovani evidenzia allo stesso tempo come le misure del PNRR hanno anche l’effetto di stimolare l’interesse verso questo tipo di competenza. Insomma, sicuramente non è facile gestire un piano di ripresa nazionale, ma è dovere delle autorità competenti, riuscire a mettere in atto obiettivi che potrebbero salvarci. La nostra economia è troppo fragile per permetterci di veder sfumare l’ultima corsa, che però è già in ritardo.

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  • #corte dei conti
  • #governo
  • #Italia
  • #pnrr
  • #ritardo
Camilla Esposito Alaia
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