
Un candidato sindaco scelto direttamente da un boss della camorra per garantirsi il controllo. È il racconto dell’orrore che proviene da Poggiomarino, comune nella provincia di Napoli. Dopo le inchieste giudiziarie che hanno fatto tremare Caserta e provincia, ora tocca al napoletano affrontare l’ennesimo caso campano di corruzione e infiltrazione mafiosa.
A finire agli arresti domiciliari sono il sindaco di Poggiomarino Maurizio Falanga, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Luigi Belcuore (militare) e Rosario Carillo, esponente politico considerato il ponte tra il piano politico e quello mafioso.
Il sindaco è stato eletto con una coalizione di centrodestra sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Unione di Centro. La regia criminale dietro l’elezione del 2020 sarebbe stata opera del boss Rosario Giugliano, tornato in libertà nel marzo del 2020 dopo trent’anni di carcere.
Il ras, dal 2023 collaboratore di giustizia, dice di essersi interessato in prima persona sulla formazione di una coalizione vincente che esprimesse un candidato unico sul quale convergere. Le parole del boss sono chiare: “Una volta individuato il candidato sindaco della coalizione in Falanga, essendomi garantito l’appoggio di Carillo quale rappresentante dei moderati e di Belcuore quale esponente di Fratelli d’Italia, di fatto avevo il controllo della coalizione di centrodestra e della possibile amministrazione comunale“.
In cambio del sostegno elettorale, il boss Giugliano avrebbe richiesto garanzie in merito all’aggiudicazione degli appalti riguardanti la metanizzazione di Poggiomarino e i servizi cimiteriali.
Durante l’audizione di un altro collaboratore di giustizia, Raffaele Carrillo, si apprende la possibilità di una videochiamata tra lo stesso sindaco Falanga e il boss Giugliano, un confronto che si sarebbe tenuto mentre il mafioso era in carcere in Sicilia. Ad averli messi in contatto sarebbe stato lo stesso Carrillo, che ha spiegato tutto agli inquirenti.
La deposizione di Carrillo ci indica anche un boss infastidito dalla mancata soddisfazione delle sue promesse da parte dell’amministrazione comunale.
Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha sospeso il sindaco e il vicesindaco di Poggiomarino, trasferendo i poteri della giunta nelle mani del commissario Gabriella D’Orso.
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