
Continuano a far discutere le nuove linee guida per i licei emanate dal MIM lo scorso 23 aprile, in particolare le polemiche riguardano le indicazioni sui programmi scolastici. In merito è stata lanciata una petizione per il ritiro e la discussione condivisa con i docenti delle linee guida. La petizione ha raccolto 9000 firme. 60 di diversi professori universitari tra cui Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e fondatore della facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Le indicazioni nazionali per i licei contengono diverse novità, a prescindere dalla composizione dei programmi. Tra quelle più rilevanti sicuramente la scomparsa della Geostoria come materia unica in favore del ritorno della Geografia al biennio. Allo stesso modo, le linee guida invitano all’introduzione degli studenti all’intelligenza artificiale, seppur senza particolari indicazioni riguardo gli strumenti e le tecniche di insegnamento. L’obiettivo sarebbe quello di formare i ragazzi a governare con consapevolezza l’IA, riconoscendone i limiti per tutelare i confini della propria libertà intellettuale. In tal senso si spiega il fatto che ai docenti di matematica è affidato l’insegnamento dei linguaggi che stanno alla base dei sistemi IA. Un altro passo in avanti rispetto al passato riguarda il nuovo ruolo della lettura. Le indicazioni infatti invitano alla lettura integrale dei classici sin dal biennio, in modo che gli studenti riscoprano “il gusto della lettura e da ciò ricavino gli strumenti per comprendere meglio sé stessi e il mondo”. In questa direzione si inseriscono le indicazioni in merito all’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, per costruire i fondamenti della convivenza pluralistica.
Sin da subito, diversi docenti hanno manifestato il proprio dissenso verso le indicazioni rivolte ai programmi da attuare. I docenti di letteratura hanno espresso i primi malumori riguardo la rimozione de I promessi sposi dall’antologia al secondo anno, in modo da favorire al quinto anno lo studio di autori contemporanei. Ma la vera polemica è scoppiata negli ultimi giorni in riferimento alle indicazioni sui programmi di filosofia. Alcuni docenti dell’università di Bologna hanno lanciato infatti una petizione per la rimozione e la discussione collettiva delle linee guida di Valditara. La petizione, attualmente a quota 10mila firme, individua diverse criticità in merito al programma di filosofia consigliato per i licei. In generale gli autori della petizione definiscono temeraria l’esclusione di pensatori classici della tradizione razionalista e materialista. Spinoza, ad esempio, non viene menzionato e con lui Leibniz. Particolarmente problematico è poi l’invito allo studio di uno tra Hobbes, Locke e Rousseau, i padri della filosofia politica moderna che offrono punti di vista interdipendenti tra loro. Il punto cardine della polemica sollevata dalla petizione però riguarda gli autori del XIX e XX secolo. Infatti, per far spazio ai filosofi italiani dell’800 e al neo-idealismo di Croce e Gentile, le indicazioni ignorano Marx, Fichte, Schelling e Gramsci. Si tratta di autori impossibili da trascurare per lo studio del XX secolo e del mondo contemporaneo e, tra le altre cose, per la comprensione del neo-idealismo italiano.
La petizione individua in questi sconti le fondamenta per un progetto di egemonia culturale. Ciò anche in ragione del fatto che le consultazioni del ministero per la stesura delle linee guida hanno coinvolto un numero limitato di esperti, nominati dal ministero stesso. A tale appello si sono uniti alcuni esponenti della politica. Su tutti, Peppe De Cristofaro (AVS) ha definito quella di Valditara “un’ossessione ideologica”. Leggendo con attenzione il testo delle linee guida, appare chiaro il tentativo del MIM di favorire un approccio tematico allo studio della filosofia. Si tratta di procedere per discipline e non seguendo necessariamente la storia della filosofia. Nonostante il nobile tentativo di modernizzazione dell’approccio alla filosofia, appare scellerata la rimozione arbitraria dai programmi di autori imprescindibili per il pensiero contemporaneo, soprattutto se necessari alla comprensione degli altri pensatori che la rimozione si propone di valorizzare. Ciò che fa sorgere un ulteriore dubbio in merito al carattere ideologizzato di tale provvedimento riguarda il tipo di autori tagliati. Se l’obiettivo dichiarato del MIM è quello di favorire lo studio identitario di pensatori italiani del XIX e XX secolo, perché favorire Croce e Gentile a Gramsci? I firmatari della petizione chiedono un programma, non solo di filosofia, adeguato allo studio approfondito di un secolo così complesso come il ‘900, senza cui risulta impossibile e inutile tentare “l’infarinatura generale” su temi più recenti che vengono per forza di cose affrontati sommariamente. In tal senso è del tutto coerente e comprensibile la richiesta dei firmatari del ritiro delle linee guida per favorire una consultazione che coinvolga realmente tutta la categoria nella stesura delle indicazioni nazionali.
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