
Pomigliano d’Arco è da diversi anni a questa parte nota e riconosciuta per le sue eccellenze enogastronomiche e per l’insediamento sul territorio di aziende del settore, come ad esempio Fiat e Leonardo. Negli ultimi giorni però qualcosa sta cambiando, la cittadina infatti, soprattutto nelle ultime ore, sta rimbalzando agli onori della cronaca, anche nazionale, per un incremento vertiginoso di reati e (notizia di ieri) anche per un omicidio. C’è sgomento e paura tra i cittadini che chiedono a gran voce chiarezza ma soprattutto sicurezza alla neo amministrazione. Cosa sta accadendo a Pomigliano d’Arco? Proviamo a ricostruire i fatti accaduti.
L’escalation inizia i primi giorni di giugno, precisamente il 7 giugno, quando alcuni cittadini segnalano segnalato un accoltellamento atra 2 individui. La colluttazione sarebbe iniziata per futili motivi ma fortunatamente senza gravi conseguenze.

Ore 14:00 del 16 giugno: Ci spostiamo verso il centro storico di Pomigliano d’Arco e più precisamente nei pressi della scuola Ponte-Siciliano dove due persone, a bordo di una moto, esplodono due colpi di pistola ferendo al ginocchio un tatuatore, gestore di un’attività in zona. Non sono ancora chiare le motivazioni dell’accaduto né l’identità degli aggressori.

Stesso giorno e modalità simile: questa volta però ci troviamo nella centralissima Via Ercole Cantone, dove un commerciante viene raggiunto da 2 uomini a volto coperto e armati di pistole. I 2 aggrediscono il malcapitato arrecandogli un colpo alla testa. Segue poi l’intervento di una donna che però non è riuscita ad impedire ai malviventi di fuggire in moto.

Video dalle telecamere di sorveglianza
Video dell’intervento della donna
Il nostro triste percorso si conclude ieri sera quando, nei pressi del Parco delle acque, si è consumata la tragedia. Frederick Akwasi Adofo, 43enne, originario del Ghana, viene ucciso barbaramente durante un’aggressione. L’uomo sarebbe stato pestato in strada, avrebbe poi camminato per alcuni metri fino ad accasciarsi all’interno di un cortile condominiale. Frederick ha perso la vita poco dopo presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Nola.
Un uomo buono che, con educazione e gentilezza, si era fatto amare dai cittadini della zona. Un clochard? Forse. Ci interessa? Assolutamente no! Siamo uomini, TUTTI, e non c’è vita che valga più o valga meno di un’ altra.
“Non doveva morire così […] Meglio con Gesù che con noi” .Queste alcune frasi che abbiamo intercettato sul luogo dell’omicidio, lì dove, minuto dopo minuto, arrivano persone, si lasciano lettere e si posano fiori.




Frederick è l’emblema di una società che ha fallito e continua a fallire, non c’è giustificazione, non c’è tesi che tenga. Nessuno di noi può in alcun modo arrogarsi il diritto di strappare la vita altrui, siamo quel che siamo, una società che vive di falsi miti, una società di Don Abbondio, una società di proclami e immagini; sarebbe bastato poco per salvare Frederick, sarebbe bastato NON essere umani…perché al giorno d’oggi “essere umani” è il più grande insulto che si possa lanciare.
Non possiamo fare altro che chiederti scusa Frederick, scusa per quello che siamo…dei semplici, egoisti e stupidi…esseri umani.
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