
L’ormai famoso progetto del ponte sullo stretto di Messina sembra non aver ricevuto l’ok dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’opposizione, Pd, 5S e Avs chiede l’intervento della premier Meloni.
Negli scorsi giorni è venuto fuori che manca il certificato sul rischio sismico dell’Ingv. Difatti, tra gli svariati documenti consegnati al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) è stato mandato un documento che segnala la presenza di faglie attive nell’area dove si vorrebbe costruire il ponte sullo stretto di Messina.
Tuttavia il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni, dichiara, attraverso delle lettere inviate al deputato Avs Angelo Bonelli e pubblicate sul quotidiano “la Repubblica”, che questo documento non è frutto di ricerche autorizzate: «Si rappresenta che l’Ingv – sostiene il presidente – non ha avuto incarico da parte della Stretto di Messina S.p.a a svolgere indagini sulla presenza di faglie attive. Due ricercatori dell’Ingv hanno svolto analisi dell’area a esclusivo titolo personale e tali analisi non sono in possesso di questa amministrazione e non possono rappresentare l’opinione istituzionale dell’Ingv».
In entrambi i casi l’opposizione, in particolare Annalisa Corrado e Sandro Ruotolo della segreteria nazionale Pd, chiede come sia possibile non avere l’ok da un istituto di grandissima importanza nella costruzione di un’opera di queste dimensioni: «Al governo poniamo una semplice domanda: come è potuto accadere che abbiamo avallato il progetto quando mancava il visto dell’Ingv? Chi ha barato? E perché hanno barato? È mai possibile che nessuno nel governo ritenga di fermare le derive di questa ossessione ideologica? La realizzazione di questo eco-mostro che si nutre di preziosissime risorse pubbliche ha davvero superato ogni limite di decenza». Dunque, sia Pd che 5S denunciano a gran voce il disinteresse totale verso la Sicilia e i siciliani.
Nella vicenda interviene anche la società Stretto di Messina, sempre tramite “la Repubblica”. La S.p.a siciliana smentisce totalmente il rapporto non autorizzato degli impiegati Ingv e cerca di mettere fine ad ogni dubbio: «Il Ponte sarà l’opera più sicura al mondo, non c’è alcun bisogno di un via libera dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per andare avanti. Il ponte e i collegamenti a terra sono in grado di resiste a: sisma di magnitudo 7,1 Richte». Questa dichiarazione, naturalmente non ha fatto altro che alimentare la tesi dell’opposizione e Bonelli ribadisce le idee di Pd e 5S: «È un fatto di una gravità inaudita che, per la realizzazione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina, non vengano applicati e considerati pienamente i principi di precauzione e che non vengano coinvolti tutti gli organismi dello Stato come Ingv e Consiglio superiore lavori pubblici per assicurare che questo progetto soddisfi tutti i requisiti di sicurezza necessari. In primo luogo, è assolutamente inaccettabile che l’Ingv, ente pubblico responsabile della sicurezza sismica nel nostro Paese, non sia stato consultato». Dunque, la domanda resta viva nel dibattito pubblico: il ponte sullo stretto sarà sicuro per i cittadini?
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