
Ponticelli non è solo un luogo, ma una stratificazione di storie, volti e trasformazioni che attraversano il tempo. È da questa consapevolezza che nasce “Ponticelli 1950-2050”, il progetto fotografico del fotografo ponticellese Ciro Silvestre, una mostra che restituisce al quartiere la propria memoria e allo stesso tempo lo interroga sul futuro. Un lavoro che non si limita a documentare, ma che sceglie di mettere al centro le persone, il vissuto collettivo e il valore sociale della fotografia.
L’idea prende forma molti mesi fa, durante una semplice passeggiata per le strade del quartiere. Camminando, Ciro Silvestre si è chiesto quanto sarebbe stato potente poter tornare indietro di cinquanta o settant’anni, osservare gli stessi luoghi e coglierne i mutamenti. Da quel pensiero iniziale è nato il desiderio di costruire una testimonianza fotografica del tempo, capace di mostrare in modo diretto e onesto come Ponticelli sia cambiata negli anni. Senza una mappa precisa, ma con un obiettivo chiaro: dare forma visiva alla memoria.
Il cuore del progetto è un dialogo visivo tra epoche diverse. La mostra presenta dodici fotografie storiche di Ponticelli, affiancate da altrettante immagini contemporanee, scattate esattamente dallo stesso punto di ripresa delle originali. Per realizzarle, Silvestre ha attraversato fisicamente il quartiere, ricercando con precisione i luoghi immortalati decenni prima e ricostruendo le inquadrature. Il risultato è un confronto diretto e immediato tra passato e presente, in cui le differenze non sono solo urbanistiche, ma anche simboliche e sociali.
Accanto a questo dialogo temporale, le fotografie sono accompagnate da ritratti e interviste scritte di giovani ponticellesi. Sono loro a raccontare cosa significhi crescere oggi nel quartiere, quali trasformazioni hanno vissuto e quale futuro immaginano. In questo modo, la mostra assume una dimensione tridimensionale: non solo immagini, ma voci, visioni e prospettive che si intrecciano.
“Ponticelli 1950-2050” non nasce soltanto dalla passione per la fotografia, ma dal desiderio profondo di riportare il quartiere al centro di un dibattito costruttivo. È un atto d’amore verso un territorio spesso raccontato in modo parziale, che invece ha bisogno di essere guardato, ascoltato e restituito alla sua complessità. In questo senso, la fotografia torna al suo ruolo originario: uno strumento sociale capace di raccontare e creare confronto.
La mostra, inaugurata lunedì 15 dicembre in Corso Ponticelli 26, presso la Casa del Popolo, resterà visitabile fino a venerdì 19 dicembre. L’evento, coordinato da Antonio Martinelli, presidente dell’Associazione Renato Caccioppoli, è stato soprattutto un momento di incontro. I più giovani hanno scoperto il passato dei luoghi che vivono ogni giorno, mentre chi ha abitato il quartiere in epoche precedenti ha potuto rivedere, attraverso le immagini, frammenti della propria vita.
Fondamentale è stato anche il contributo dello storico di Ponticelli Luigi Verolino, che ha messo a disposizione il suo archivio fotografico, permettendo il recupero delle immagini storiche. Un lavoro di squadra che ha unito personalità di ieri e di oggi, dimostrando come la memoria sia un patrimonio condiviso e vivo.
“Ponticelli 1950-2050” è stata la prima mostra interamente dedicata a un progetto personale di Ciro Silvestre e il fatto che si sia svolta nel suo quartiere ha avuto un valore simbolico profondo. Ma questo non è un punto di arrivo. Il nuovo anno ha l’obiettivo di rendere la mostra itinerante, portandola anche fuori dai confini del quartiere e avvicinandola alle generazioni ancora più giovani.
È significativo vedere come nella zona est di Napoli crescano eventi culturali e sociali promossi proprio dai suoi giovani. Segni concreti di una vitalità che spesso resta invisibile, ma che attraverso progetti come questo trova finalmente spazio e riconoscimento. La fotografia, quando è consapevole e radicata nel territorio, diventa uno strumento potente per interrogare il presente e immaginare il futuro. Ponticelli, attraverso queste immagini, non guarda solo indietro: guarda avanti.
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