
Un sempreverde dei raduni annuali dei militanti della Lega. Non può mai mancare, puntuale come un orologio, il momento in cui il partito con a capo Matteo Salvini getta per un attimo la maschera e ritorna alle sue origini. La tentazione è troppa, l’attrazione per il razzismo è un richiamo viscerale che fa parte delle radici del movimento creato da Bossi e Maroni. E allora eccolo, scontato ma mai banale, i cori “vesuvio erutta”, cantato a squarciagola a Pontida.
Vien da chiedersi in che modo quei “pochi” – almeno così li definisce il partito in una nota – possano ritrovarsi ancora nella Lega del 2025, che ha cercato ormai da anni di darsi una lavata di faccia sulla questione meridionale, almeno davanti ai media (non si può dire lo stesso in Parlamento, in cui assistiamo a ddl come quello sull’autonomia differenziata); tanto alla stessa festa erano presenti molti campani leghisti.
Non hanno tardato ad arrivare le risposte di illustri esponenti politici, perlopiù campani. Roberto Fico, candidato alle Elezioni Regionali del 2025 per il centrosinistra, ha definito “inaccettabile” la scena, mentre Marco Sarracino ci è andato giù più duramente: “La Pontida del 2025 è una vero e proprio festival dell’odio. L’odio contro chi fugge da guerra e povertà. L’odio, con tanto di cori, contro i meridionali che a causa dell’autonomia differenziata diventeranno per legge cittadini di serie B”.
Alle dichiarazioni di Sarracino sono seguite quelle del senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa: “Quello che offende davvero Napoli sono le elemosine e le mancette del reddito di cittadinanza voluto dai 5 Stelle o le politiche clientelari del Pd con cui cerca di trarre potere, e non certo una Lega che, tra l’altro, ha voluto la Zes unica per il Meridione e la misura Resto al Sud, al fine di creare sempre più posti di lavoro nel Mezzogiorno”.
Come già accennato, la Lega ha poi rilasciato una nota di partito in cui spiegava che quelli erano: “Cori da stadio volgari e stupidi da parte di pochi, che certo non rappresentano le decine di migliaia di persone che erano a Pontida da tutta Italia e da tutta la Campania”.
Resta da scoprire come mai questi pochi che cantano così volgarmente e stupidamente si ritrovino sempre ogni anno nello stesso posto alla stessa festa.
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