
Ci sono deserti culturali che pesano più di altri, soprattutto quanto quest’ultimi non si addicono ad una città che di cultura ed arte non ne ha mai abbastanza. Nell’ultimo periodo, a Napoli, sempre più cinema e teatri storici stanno chiudendo a causa degli affitti sempre più alti e delle conseguenze di una pandemia che ha lasciato poco spazio alla ripresa. Le vendite al botteghino sono diminuite del 50% rispetto al 2019 rendendo così impossibile tenere in vita numerose sale cinematografiche napoletane. Tra i cinema storici che hanno già visto la loro chiusura c’è l’Empire in zona Chiaia, dove adesso c’è un supermercato. Si aggiungono alla lista l’Ariston, sostituito da una banca; si spengono anche le luci nello storico cinema Arcobaleno, al Vomero. Sostituiti chi da un fitness club, chi da un negozio di bambini, insomma, tutti i ricordi e le proiezioni durate nel tempo, sono state cancellate in un attimo da luoghi che non ne conservano alcun valore.
Attualmente il caso più discusso è quello del Metropolitan che rischia la chiusura a causa dell’aumento degli affitti e della scarsa affluenza alle vendite ed anche in questo caso, un pezzo di cultura napoletano morirebbe lasciando spazio ad un centro commerciale o una sala bingo. Quindi è solo questo che ci rimane della nostra storia, corsie per fare la spesa ed un posto in cui sudare per raggiungere il giusto peso forma? La fame di curiosità, di conoscenza, la fame di vita dov’è finita? Può una crisi come quella pandemica aver sconvolto i nostri interessi fino a questo punto?
Molti associano questo problema ad una visione giovanile che vede il cinema a modo tutto suo, lasciando morire luoghi culturalmente rilevanti come i cinema ed i teatri della nostra città. Ma molti non sanno che in realtà sono proprio i giovani ad avere l’intensa necessità di lasciare un segno, di cambiare le cose, ma partendo dalle proprie radici senza mai dimenticare le proprie tradizioni. Ecco perché dove c’è una nota dolente, c’è anche un lato positivo. Situato lungo la strada che scende verso le Fontanelle, nel quartiere Materdei, c’è un cinema storico dal 1948 e che nonostante i mille trascorsi, nel 2021, dopo 30 anni ha riaperto. Il Cinema Teatro Materdei riparte come centro di aggregazione culturale e da qualche mese a questa parte nasce assieme alla famosa e storica Salumeria Malinconico ed ai ragazzi di Escape Vision, un progetto che potrebbe essere la chiave per tenere in vita pezzi storici come questo, “POSTO UNICO”.
I ragazzi di Escape Vision si occupano proprio di questo, di cultura urbana in tutte le sue sfumature. Napoli è giovane, Napoli è cultura ed ha fame, qualcosa sta cambiando ed è proprio per questo che abbiamo voluto parlarne con i ragazzi di Escape Vision.
«Conoscevamo già il Cinema Materdei e l’idea di “Posto Unico” fra noi e Salumeria Malinconico è nata insieme, sognando di vedere una sala cosi originale piena, sognando di rivedere e riscoprire determinati film, ma soprattutto di poter fare qualcosa con la nostra comunità, con la nostra città, e per essa. L’attitudine di Salumeria Malinconica si sposa perfettamente con la nostra ed è davvero bello poter collaborare con loro, mossi dalla stessa passione».
«Sì, molte delle persone in sala erano giovani e sicuramente il nostro può essere un modo per avvicinarne sempre di più, ce lo auguriamo. Allo stesso tempo però è una cosa soggettiva. Noi lanciamo un’esca, poi non è detto che piaccia a tutti, dipende della tua sensibilità e educazione».
«Chi non conosce e ostacola purtroppo non è curioso, probabilmente è molto insicuro ed ha paura di uscire dal proprio guscio. Napoli non deve dimostrare niente a nessuno, bisogna solo fare come si è sempre fatto, cercando però di lavorare per un bene superiore: il futuro di tutti. Senza cultura ed umanità non c’è futuro».
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