
In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione l’organizzazione ActionAid ha pubblicato un rapporto che evidenza che nel 2023 la povertà alimentare è aumentata.
Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, ha lanciato un appello a governi e a cittadini: la povertà alimentare, ovvero l’incapacità degli individui di accedere ad alimenti sicuri, nutrienti e in quantità sufficiente, è in aumento. Circa 5 milioni di abitanti in Italia, l’8,4% della popolazione, non si può permettere un pasto completo una volta ogni due giorni. Inoltre, 2,9 milioni di italiani non ha la potenza economica di mangiare fuori casa con parenti o amici almeno una volta al mese.
Le persone interessate sono i “nuovi poveri” (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che affrontano situazioni di difficoltà dovute ad eventi improvvisi come una malattia, la perdita del lavoro, etc”.
Sempre secondo il rapporto di ActionAid, ad inficiare su questa percentuale negativa è l’assenza di una giusta distribuzione di buoni pasti. Difatti, la protezione civile «non ha previsto alcuna modalità di determinazione dei beneficiari da parte dei singoli Comuni, stabilendo esclusivamente il criterio della complementarità con le misure di sostegno già in essere».
Tuttavia, il vero fattore, che ha contribuito all’aumento della povertà alimentare, è stato «una progressiva privatizzazione e istituzionalizzazione dei sistemi di assistenza alimentare e un legame sempre più organico con il settore privato: questi processi hanno condotto alla frammentazione dei modelli di intervento e all’affermarsi di approcci inefficaci.
Ma la povertà alimentare non si limita agli over 16. Secondo il rapporto, infatti, sebbene la mensa scolastica rappresenti uno strumento di protezione sociale e il suo accesso rappresenti la possibilità di un pasto nutrizionalmente adeguato una volta al giorno per cinque giorni la settimana, escludendo il periodo delle vacanze, solo il 51% degli alunni della scuola primaria in Italia ha avuto accesso ad una mensa. Non mancano, in questa percentuale, le costanti disparità tra Nord e Sud: nel Meridione solo il 22% delle scuole possiede una mensa, nelle Isole appena il 21% e la quota si abbassa ulteriormente in Campania (15,6%); mentre al Centro la percentuale è del 41%. Naturalmente la questione è globale: secondo la più recente analisi di Save the Children, più di 17,6 milioni di bambini sono nati in condizione di fame nel 2023: si tratta, per rendere chiara l’idea, di un bambino ogni 2 secondi.
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