
Nel pomeriggio di ieri arriva dal Senato il primo sì al disegno di legge di riforma costituzionale che ha come scopo quello di introdurre il premierato, attribuendo così maggiori poteri al presidente del Consiglio e introducendo l’elezione diretta di quest’ultimo. La seduta dell’assemblea è cominciata alle 15:30 circa ed ha visto la forte presenza della maggioranza di governo, che ha voluto garantire che la cosiddetta “madre delle riforme” avesse quanti più voti favorevoli possibili. Il ddl è stato infatti approvato con 109 voti favorevoli, 77 contrari ed un astenuto.
“La riforma sul Premierato passa in Senato. Un primo passo in avanti per rafforzare la democrazia, dare stabilità alle nostre Istituzioni, mettere fine ai giochi di palazzo e restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi essere governati” scrive Giorgia Meloni su X. Quindi il premierato adesso è legge? Trattandosi di una riforma costituzionale, sono necessarie due deliberazioni da parte di entrambe le camere, a distanza di almeno tre mesi.
Il disegno di legge costituzionale sul premierato ha richiesto diversi mesi di dibattito prima di essere approvato dal governo il 3 novembre 2023. E ieri il sì del senato ha aperto davvero le porte a quella che sarebbe letteralmente una modifica della nostra Costituzione, carta fondamentale dello Stato italiano. Proprio per questo una riforma costituzionale necessita di un processo diverso chiamato “revisione costituzionale“, che ha tempi ovviamente molto più lunghi di un procedimento ordinario. Infatti, ora il disegno di legge dovrà essere esaminato della Camera dei deputati, successivamente tornare al Senato ed infine di nuovo alla Camera.
Il cambiamento più importante riguarderebbe sicuramente l’elezione diretta del presidente del Consiglio: i cittadini non voterebbero più i membri del parlamento, ma direttamente il premier. Per saperne di più sui pro e i contro della riforma del premierato clicca qui.
Scendono in piazza Pd, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e +Europa uniti nella manifestazione di Roma contro l’autonomia differenziata ed il premierato. L’opposizione si fa sentire, soprattutto dopo l’aggressione alla Camera nei confronto di Leonardo Donno, deputato dei M5S.
“Oggi il parlamento votato dai cittadini decide la vita di un governo, con questa riforma è il capo del governo che decide la vita del parlamento. È un cambiamento molto significativo ma la destra ha sempre sognato di smantellare la repubblica parlamentare per il modello del capo solo o della capa sola al comando. No al premierato e all’autonomia differenziata, viva la Costituzione e soprattutto viva l’Italia antifascista, grazie” questo il messaggio della Segretaria del Pd Elly Schlein.
In piazza scende anche un’opposizione diversa composta da 180 costituzionalisti italiani. Mossi dall’appello di Liliana Segre, hanno deciso di manifestare contro il ddl Meloni-Casellati e commentano così: “La nostra Costituzione è un testo che va maneggiato con cura, ecco perché prendiamo posizione collettivamente. È naturale che quest’attenzione debba essere massima da parte di tutti i cittadini nel momento in cui il disegno di cambiamento investa i suoi punti chiave”.
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