
È stato presentato il 29 novembre presso il Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco, ad Aversa, il libro “Il buio e l’alba – Racconto sul Clan dei Casalesi” scritto dal procuratore della DDA Maurizio Giordano. Al dialogo con l’autore, oltre agli studenti degli istituti superiori della città, hanno partecipato anche l’avvocato Nicola Basile e il Sostituto Procuratore della DNA Antonio Ardituro, moderati dal direttore di Informare, Antonio Casaccio.
“Il buio e l’alba” si presenta come un vero e proprio racconto storiografico, di chi ha vissuto in prima linea la strenua battaglia contro il feroce clan dei Casalesi. Il libro riporta attentamente date, avvenimenti, nomi, ma soprattutto le inchieste giudiziarie che più hanno caratterizzato la storia quarantennale di un clan che, seppur ad oggi radicalmente cambiato, rimane ancora fortemente attivo nella provincia casertana e non solo.

Il dialogo con l’autore, coordinato dal direttore di Informare, Antonio Casaccio, è stato aperto dall’avvocato di Aversa Nicola Basile, seguito dal sostituto procuratore della DNA Antonio Ardituro. Entrambi hanno ricordato gli anni più bui e violenti attraversati dalla provincia casertana, terrorizzata da un clan che non ha certamente fatto della moderazione e della cautela le sue caratteristiche principali. Allo stesso tempo, il Dott. Ardituro ha effettuato un’analisi chiara e puntuale sulla condizione attuale del clan dei Casalesi, assimilabile anche a quella degli altri clan campani. Il Sostituto Procuratore si è concentrato sui cambiamenti che hanno caratterizzato la prassi criminale dei clan, diventati sempre meno violenti, ma al contempo sempre più invischiati nel tessuto economico legale. Il camorrista oggi non è più il “guappo” armato che abita in un quartiere di periferia, ma potrebbe essere il tranquillo vicino di casa che lavora in un facoltoso quartiere del centro.
L’autore del libro, Il procuratore della DDA Maurizio Giordano, ha concluso la presentazione sottolineando oltre che la necessità di comprendere la storia e i cambiamenti che hanno caratterizzato la camorra “moderna” dagli anni ’80 ad oggi, anche quella di rappresentare ed essere speranza per la società futura: “l’alba” a cui il magistrato si riferisce nel libro è proprio quella dei giovani, dei ragazzi, di studenti e professori proprio come quelli che hanno partecipato alla presentazione perché curiosi di conoscere una storia che ci appartiene e a cui è necessario porre il prima possibile una fine definitiva.
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