
Lo scorso 10 novembre 2025 si è tenuto, presso la Sala Convegni del Centro Commerciale Jambo1 di Trentola Ducenta (CE), il convegno “La prevenzione antimafia tra economia e legalità“. È stata un’occasione per poter parlare degli strumenti antimafia da parte della giustizia e al contempo della mitigazione di questi per garantire la competitività economica delle imprese locali. La sede non è casuale: il Jambo è il più grande bene confiscato alla criminalità organizzata in Campania e oggi gestito – tramite C.I.S. Meridionale srl – dall’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, protetta dal Ministero dell’Interno. Il luogo, quindi, si è rivelato particolarmente simbolico per poter parlare di come si difendono gli appalti pubblici dalle infiltrazioni mafiose, tutto ciò grazie a un ricco confronto tra istituzioni locali, magistratura e autorità competenti. «Il fatto che si discuta di interdittiva antimafia al Jambo è segnale che la legalità può cambiare non solo la destinazione dei luoghi ma anche quella delle persone», ha detto Luigi Moscato, amministratore unico della C.I.S. Meridionale srl.
Oltre ai suoi saluti istituzionali, tra i relatori più importanti c’è stato sicuramente Francesco Balato, giudice Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che così si è esposto sul tema: «È una tematica fondamentale il tema delle interdittive antimafia, tutta l’impalcatura della prevenzioni amministrativa (controlli prefettizi, interdittive) e tutti gli effetti conseguenti sono cruciali». Così ci spiega il magistrato, che invita anche a utilizzare bene questi strumenti: «Però bisogna anche bilanciare queste potenti misure perché le imprese non possono essere cancellate anche se c’è un bisogno di sicurezza a livello di ordine pubblico-economico. Quindi ci vogliono anche delle misure che consentano di farle ripartire per bonificarle. Il problema, però, è come si effettuano questi controlli e come si attua il potere di bonifica da parte dello Stato. Bisogna renderlo, a mio avviso, penetrante, sostanziale e concreto».
Durante il convegno è stato presentato il testo giuridico “Le informazioni antimafia nei contratti pubblici”. L’autrice Marilena Di Paolo, Giudice TAR Lombardia, ha così esposto il suo testo: «Ci spiega esattamente cos’è il procedimento amministrativo antimafia e soprattutto l’evoluzione del sistema di prevenzione antimafia che passa, negli ultimi anni, da una rigida interdittiva a un sistema di collaborazione preventiva. Quindi lo strumento dell’interdittiva viene mitigato, seguendo principi comunitari (soprattutto il principio di proporzionalità). L’interdittiva è adottata oggi come estrema ratio, perché l’obiettivo è quello di capire se l’infiltrazione è occasionale o è invece organica e definitiva. Perché, nel primo caso, l’autorità adotta delle misure di prevenzione collaborativa; nel secondo caso non c’è altro rimedio se non l’adozione dell’interdittiva. Il fine è quello di consentire alle imprese sane di poter operare in un mercato competitivo ad armi pari. Se un’impresa ha avuto dei contatti occasionali è giusto che le si permetta una sorta di ‘selfcleaning’: recuperare e rientrare nei binari della legalità».
Della complessità da parte delle autorità di attuare questi strumenti, ce ne ha parlato la prefetta di Caserta, Lucia Volpe. Così interviene sul tema: «La prevenzione antimafia, quindi la tutela del tessuto economico sano, è uno dei compiti più importanti che svolgono le prefetture sul territorio. Richiede tanto impegno e tanto lavoro di squadra tra prefettura e forze dell’ordine impegnate in attività di accertamento e investigative. E anche con la magistratura c’è una forte collaborazione, ci deve essere. La Prefettura deve anticipare una risposta dello Stato a titolo preventivo per evitare che una società in odore di mafia, o comunque fortemente indiziata da presenze della criminalità organizzata, possa operare sul territorio, possa beneficiare di finanziamenti pubblici. Insomma, un’attività molto delicata e che attesta la presenza dello Stato sul territorio».
Oltre ai già citati, sono intervenuti durante il convegno anche Danilo Dimatteo, Responsabile di redazione Dike Giuridica, e Raffaele Carfora, Avvocato Cassazionista. A moderare l’incontro il giornalista Nicola Saldutti, Capo Redattore Economia del Corriere della Sera.
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