
La processione parte il Venerdì Santo, composta da incappucciati che attraversano le vie e le piazze di Sorrento per rientrare alle prime luci dell’alba.

Il corteo composto da circa 350 incappucciati, accompagnati da una banda seguita dal coro del “Miserere”, interpreta il ruolo del popolo pentito.
Questo, con le parole penitenziarie del salmo di Davide, percorre le antiche vie della cittadina entrando e uscendo dalle Chiese dove si trovano i “Sepolcri”.
La processione è arricchita anche dai simboli che rappresentano la Passione di Cristo, i cosiddetti “Misteri”, come la catena, la corona di spine, il gallo del rinnegamento, la colonna e tanti altri.
Esposti durante tutta la settimana santa, rappresentano gli ultimi momenti di Nostro Signore.
Al rientro in chiesa, la Vergine Maria viene riposta sull’altare e tutti i confratelli della processione corrono per raccogliere almeno un petalo della ghirlanda di fiori posta ai piedi dei simulacri della Vergine.

Ogni confratello della congrega si dedica con dedizione e passione alla cura di ogni particolare a cominciare dalla veste bianca, alla conservazione dei Misteri e perfino alla preparazione dei lumini e per la locandina.
Infatti, ogni anno l’Arciconfraternita promuove un concorso artistico, “Animi Motus”, in diversi licei artistici della provincia per realizzare il disegno più significativo della processione.
Quest’anno ha trionfato Salvatore Stornaiuolo, ragazzo di Praiano.
di Federica Lamagra
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°193
MAGGIO 2019
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