
La nuova serie spin-off “Gomorra Le Origini”, prodotta da Sky e ispirata al romanzo di Roberto Saviano, ha suscitato forti reazioni e proteste nella città di Napoli: perché si parla solo di criminalità e mai di arte? Le riprese del prequel, che racconta la giovinezza del boss Pietro Savastano, non sono state gradite da una parte significativa dei napoletani, che considerano la rappresentazione offerta dalla serie come una visione distorta della loro città. In particolare, alcuni quartieri storici, come San Gregorio Armeno e i Quartieri Spagnoli, sono diventati il fulcro di una protesta contro le riprese, con striscioni che recitano frasi come “Napoli non sopporta più Gomorra”.
La protesta è una risposta alla sensazione diffusa che la serie, purtroppo, finisca per alimentare uno stereotipo di Napoli come una città esclusivamente legata alla violenza e alla malavita, un racconto che molti napoletani non riconoscono come loro e che sentono come dannoso per l’immagine della loro città nel mondo.
L’iniziativa di protesta è partita da un gruppo di attivisti dei Quartieri Spagnoli, con il supporto anche dell’associazione culturale Neoborbonica. Più recentemente, anche i bottegai di San Gregorio Armeno, celebre via dei presepi, si sono uniti alla protesta. Gli striscioni comparsi in entrambe le zone criticano l’immagine di Napoli che la serie proietta sul grande schermo, accusando “Gomorra” di associare la città solo alla criminalità, ignorando le sue ricchezze culturali, artistiche e storiche.
L’Associazione “Le Botteghe di San Gregorio Armeno” ha espresso con forza il proprio dissenso, spiegando che la serie offusca il lavoro di chi, quotidianamente, promuove la bellezza e l’arte napoletana. Vincenzo Capuano, presidente dell’associazione, ha dichiarato: “La nostra identità non può essere sequestrata da logiche commerciali che alimentano stereotipi. Napoli è la città dell’arte, della cultura, dell’ingegno e non quella della violenza.”
Oltre alle proteste, non è un caso che il mondo dell’arte e della cultura stia cercando di scrollarsi di dosso l’immagine negativa proposta da produzioni come “Gomorra“. La città ha tanto da offrire e non merita di essere definita solo attraverso le storie di criminalità. La vera Napoli è quella dei suoi artisti, dei suoi artigiani, dei suoi intellettuali.
Ad esempio, la serie televisiva “L’Amica Geniale“, tratta dai romanzi di Elena Ferrante, ha offerto una visione della città più complessa e sfaccettata, mostrando non solo il lato oscuro, ma anche quello vibrante e creativo della Napoli contemporanea. Inoltre, mostre come quella dedicata ad Andy Warhol alle Gallerie d’Italia e iniziative teatrali come “Teatro che classe!” stanno portando avanti un’immagine di Napoli come culla di creatività e cultura. Questa città non è solo camorra e criminalità, ma è una capitale culturale, un luogo dove l’arte, la musica, la tradizione e l’innovazione si fondono ogni giorno.
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