
Domani 14 ottobre, alle ore 10.30, è fissata la prima convocazione di una Conferenza di servizi istruttoria promossa dalla Provincia di Caserta su “sentenza CEDU, emergenze ambientali, fenomeno roghi e abbandono rifiuti”. La sede della riunione è l’Auditorium della Provincia di Caserta, in via Ceccano.
La presidenza della provincia di Caserta di Anacleto Colombiano, eletto lo scorso giugno, punta così a lasciare un segno concreto su una delle questioni più gravi e irrisolte del territorio casertano: la Terra dei Fuochi.
La platea di destinatari istituzionali è ampia: la Regione Campania, l’ARPAC, la Prefettura di Caserta, le Procure, la Questura di Caserta, l’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), i Carabinieri e Carabinieri Forestali, l’ASL, l’EDA (European Defence Agency), oltre a sindaci e Diocesi del territorio. I lavori devono concludersi entro 45 giorni dalla prima riunione (oltre 90 giorni se coinvolte tutele ambientali/paesaggistiche/salutari), ciò significa che bisogna che tutti le parti in causa arrivino con richieste specifiche, non mozioni generiche.
Dopotutto, come si legge stesso sul testo di convocazione, la provincia ha elencato gli obiettivi concreti di queste conferenze nel testo della convocazione, che citiamo di seguito testualmente:
oggetto di questa prossima conferenza di servizi e delle attività dell’Ufficio vi possono essere i seguenti argomenti:
- previsione e prevenzione dei fenomeni delittuosi (scarico illegale, interramento, incenerimento e/o abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, speciali e urbani);
- valutazione completa del fenomeno dell’inquinamento in questione, vale a dire identificare le aree colpite e la natura e l’estensione della contaminazione in questione, per poi intervenire al fine di gestire i rischi emersi;
- azioni per combattere le condotte che hanno dato origine al fenomeno dell’inquinamento,
- rafforzare il sistema delle informazioni tempestive alle persone che vivono nel territorio comunale che consentissero loro di valutare i rischi per la loro salute e la loro vita;
- adottare misure sistematiche e coordinate per proteggere i residenti dallo smaltimento e dall’incenerimento illegale dei rifiuti
- creare un quadro normativo e amministrativo locale volto a fornire un’efficace deterrenza nei confronti delle minacce;
- istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente o una piattaforma di informazione collettiva per affrontare i problemi di salute pubblica;
in sintesi:
- prevedere un approccio strategico complessivo e coordinato, con una chiara
delimitazione delle competenze, così da evitare una frammentazione di
responsabilità tra i diversi livelli decisionali, nazionali, regionali, provinciali e
comunali;- previsione di un meccanismo indipendente di monitoraggio della situazione e
delle misure introdotte;- previsione di una piattaforma informativa, comprensibile e accessibile al pubblico,
che contenga tutte le informazioni rilevanti;»
La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per non aver protetto i cittadini della Terra dei Fuochi, indicava chiaramente questa direzione: imporre una strategia coordinata, un monitoraggio indipendente e la trasparenza pubblica dei dati. La sfida ora è far sì che la Conferenza dei Servizi non resti fine a sé stessa, bensì applichi questi principi traducendoli in una governance reale dell’emergenza ambientale. In quest’ottica, dovrà essere decisivo anche l’impegno del prossimo presidente della Regione (le cui elezioni sono previste per il 23 e 24 novembre) dare risposte concrete a questa problematica che mette ancora a serio rischio la vita di molti cittadini in Campania.
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