
Si è tenuto ieri, all’Hotel Europa di Caserta, l’incontro promosso dal consigliere regionale della Campania Gennaro Oliviero con alcune associazioni attive sul territorio sul fronte del sostegno alla salute mentale e della tutela delle persone fragili. Al centro del confronto, la contestazione della bocciatura della proposta per eliminare il vincolo temporale del PTRI, il Piano terapeutico riabilitativo individuale sostenuto dal budget di salute.





Oliviero ha annunciato che la questione sarà riportata anche nella seduta di oggi del Consiglio regionale della Campania, con l’obiettivo di rilanciare una battaglia che considera urgente e non più rinviabile.
All’incontro hanno preso parte e sono intervenute tra le altre associazioni La forza del silenzio, la cooperativa Koine e la NCO. Una presenza significativa, quella delle realtà associative, in un confronto che ha rimesso al centro il tema della continuità delle cure e della personalizzazione dei percorsi assistenziali.
Tra i presenti, appunto, anche la NCO, realtà legata a vicende di cui Informare si è già occupato in passato, tra cui il caso Giggino, che resta uno dei riferimenti nel racconto delle fragilità e delle risposte costruite sul territorio.
Nel suo intervento, Oliviero ha ricostruito il percorso normativo del PTRI in Campania, ricordando che la legge regionale risale al 2012 e nasce da una sua iniziativa legislativa. Quella legge, ha spiegato, non prevedeva scadenze temporali, mentre il limite dei tre anni sarebbe stato introdotto successivamente attraverso linee guida approvate con un atto amministrativo.
Per il consigliere regionale, si tratta di un limite che oggi non ha più ragione di esistere. Il punto centrale del ragionamento è che la politica non può stabilire in modo rigido e preventivo una durata uguale per tutti, perché ogni paziente presenta condizioni cliniche e sociali diverse.
“Non ha mai avuto ragione di essere come limite”, ha dichiarato Oliviero, spiegando che il PTRI dovrebbe essere definito sulla base di una valutazione multidisciplinare, sanitaria e sociale, capace di stabilire tempi e modalità in base alla patologia e ai bisogni della singola persona.
Nel corso dell’incontro, Oliviero ha insistito sul fatto che un piano terapeutico individuale non possa essere trattato come un meccanismo standardizzato. Ha portato l’esempio delle persone affette da disturbi mentali, sottolineando come non sia realistico immaginare che dopo tre anni si possa automaticamente dichiarare concluso il bisogno assistenziale.
Da qui la richiesta di superare il vincolo temporale fisso, lasciando ai nuclei di valutazione la possibilità di stabilire se un progetto debba durare tre, quattro, cinque anni o un periodo diverso, in base alla situazione concreta del paziente. In questa prospettiva, il PTRI tornerebbe ad avere una funzione davvero personalizzata, coerente con il principio del progetto di cura “su misura”.
Oliviero ha poi collegato il tema anche al più ampio quadro nazionale. Nelle sue dichiarazioni ha ricordato che dall’1 gennaio 2027, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe entrare in vigore il progetto di vita, cioè il nuovo sistema di valutazione delle disabilità, dei bisogni di salute e dei bisogni sociali.
Secondo il consigliere, proprio alla luce di questa evoluzione normativa, il limite rigido dei tre anni appare ancora più superato. Per questo ha definito il vincolo temporale del PTRI “anacronistico” e ha ribadito che la sua proposta si inserisce dentro una linea politica che, a suo dire, è già coerente con il programma di governo regionale.
Oliviero ha ricordato anche che sul tema il Consiglio regionale si era già espresso in passato con una mozione approvata all’unanimità su sua proposta. A quell’indirizzo politico, però, ha sostenuto, non sarebbe seguito alcun atto concreto, né da parte della giunta precedente né da quella attuale.
Da qui la decisione di tornare nuovamente in aula per ribadire la necessità di rimuovere un limite che, secondo la sua impostazione, finisce per penalizzare i cittadini e per ostacolare percorsi realmente aderenti ai bisogni delle persone più fragili.
Nel suo intervento, il consigliere regionale ha sottolineato anche il valore dell’esperienza maturata in Campania sul fronte dei PTRI, soffermandosi in particolare sulla provincia di Caserta, indicata come uno dei territori in cui questo strumento ha trovato una delle applicazioni più significative.
Oliviero ha evidenziato come il tema non riguardi soltanto la sanità mentale, ma in generale tutte le situazioni di fragilità sostenute dal budget di salute. L’idea di fondo è che i tempi dell’assistenza debbano essere calibrati sulla condizione reale del paziente, e non fissati in maniera astratta.
Durante l’incontro è stata richiamata anche la vicenda di Antonio Tessitore, presente all’iniziativa di Oliviero, di cui pure Informare si è occupato in passato. Tessitore, originario di Villa Literno, convive da 23 anni con la Sclerosi Laterale Amiotrofica e ha affidato a una lettera, che verrà portata in Consiglio regionale, una denuncia molto dura sulle condizioni dell’assistenza ricevuta nel proprio territorio.
Nel testo, Tessitore racconta la propria esperienza nel distretto 20 di Casal di Principe e riferisce una frase che attribuisce a un direttore sanitario, recapitata tramite terzi: accettare infermieri ritenuti non adeguati oppure trovare e pagare autonomamente altro personale, con l’alternativa del trasferimento in struttura.
Si tratta di un passaggio pesante, che chiama in causa direttamente il funzionamento della presa in carico sanitaria. Nella stessa lettera, Tessitore chiede a Oliviero di presentare un’interrogazione in Consiglio regionale sulla sua vicenda.
L’incontro di Caserta si è così trasformato in un momento di confronto non solo politico, ma anche sociale, tra istituzioni e associazioni che sul territorio lavorano ogni giorno accanto alle persone più fragili.
La discussione sul vincolo temporale del PTRI torna ora al centro del dibattito regionale. E sarà proprio l’aula del Consiglio a dire se la richiesta di eliminare il limite fisso dei tre anni riuscirà a trovare stavolta uno sbocco concreto.
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