
Qualcuno, fugacemente, ha esultato: finalmente la Regione Campania ha pubblicato il Registro Tumori 2025. No: è l’ennesima giocata politica che nulla ha a che vedere con un aggiornamento di quei dati che abbiamo già da quattro anni (di cui abbiamo ampiamente parlato).
È tramontata la promessa di un “registro tumori in tempo reale”, fatta dal presidente Vincenzo De Luca. La Campania continua a non conoscere i dati relativi ai tumori dal 2021 a oggi. Quattro anni di omissioni che ora si prova a nascondere con un escamotage: un “report 2025” che nulla ha a che vedere con dati aggiornati, inediti e vicini alla realtà.
Nelle tavole per singolo tumore il documento mostra serie storiche con calcolo dell’APC (Annual Percent Change) sull’intervallo 2010–2019 e, in grafico, un prolungamento della tendenza evidenziato fino al 2025. Questo tratto finale è, a tutti gli effetti, una stima proiettata e non un’osservazione empirica 2022–2025.
Il report calcola l’APC su 2010–2019 anche quando nel grafico compaiono punti 2020–2021: di fatto esclude dal calcolo l’ultimo biennio osservato, potenzialmente anomalo (es. effetti pandemia su diagnosi e mortalità). Nel documento che abbiamo potuto consultare non è spiegato perché l’APC si fermi al 2019 né quale modello sia impiegato (joinpoint, regressione lineare, smoothing, ecc.). Questa opacità metodologica rende controverso l’uso delle proiezioni al 2025 come se fossero “fotografie” aggiornate.
Anzi, per mettere insieme qualcosa nel Report 2025 si sono utilizzati incroci di dati ISTAT, stime e proiezioni basate sui vecchi dati 2010–2021. Il Registro Tumori 2021, d’altronde, era già di per sé mortificante e scarno, fatto solo da una striminzita tabella Excel.
Eppure questo è stato l’anno della sentenza CEDU che ha condannato l’Italia per omissioni e inefficienza sul disastro della Terra dei Fuochi. I cittadini campani hanno continuato ad ammalarsi di tumori più dei connazionali residenti in altre regioni, ma tutto ciò non ha spronato la Regione a mettere mano a un Registro Tumori all’altezza del danno arrecato alla popolazione.
Spulciando il Report, in tanti si sono meravigliati degli indici e delle medie statistiche riportate, ma la realtà potrebbe essere molto peggiore delle stime, irrealistiche e abbozzate, che leggiamo nel documento.
Insomma: dal 2021 nulla sappiamo dell’incidenza reale di patologie tumorali nei territori in cui sono state tombate migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, ancora presenti in molti siti di stoccaggio che da oltre dieci anni non hanno visto la realizzazione di nessun intervento.
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