
La dispersione scolastica rappresenta uno dei principali ostacoli al progresso sociale ed economico della Campania, dove il fenomeno continua a registrare dati preoccupanti. Nonostante alcuni miglioramenti negli ultimi anni, la regione si conferma tra quelle con i tassi di abbandono scolastico più alti d’Italia, ponendo urgenti interrogativi sull’efficacia delle politiche educative e sul ruolo delle istituzioni locali.
Per gli alunni delle scuole secondarie di II grado, il tasso di abbandono si aggira intorno al 4 e al 5% in Campania. Secondo i dati più recenti, il 16% dei giovani campani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica professionale. Una situazione fortemente correlata al tasso della povertà educativa. Questo valore supera di gran lunga la media nazionale del 5,5%, evidenziando una criticità che ha radici profonde e multidimensionali. Solo nella città di Napoli, nell’anno scolastico 2023-2024, sono state segnalate 1.330 situazioni di mancata frequenza scolastica, con 178 casi inoltrati all’autorità giudiziaria. In tutto il territorio metropolitano, invece, le segnalazioni sono state 3.340, di cui oltre il 21% è sfociato in provvedimenti giudiziari per l’assenza di risposte adeguate da parte delle famiglie.
Questi numeri, drammatici per le opportunità educative e professionali dei giovani coinvolti, sono un monito per l’intero sistema sociale ed educativo regionale. Incidenze molto elevate di abbandoni precoci si riscontrano, infatti, laddove il livello d’istruzione e/o quello professionale dei genitori è più basso. Nonostante i dati allarmanti, ci sono segnali positivi che meritano attenzione. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania ha segnalato un calo degli abbandoni scolastici rispetto agli anni precedenti, grazie a un lavoro di monitoraggio costante e all’implementazione di interventi mirati. Programmi di sostegno personalizzati, incentivi all’istruzione e la promozione di una scuola più inclusiva stanno lentamente iniziando a dare i loro frutti. Tuttavia, il cammino da percorrere è ancora lungo, poiché la Campania rimane tra le regioni più fragili in termini di tenuta del sistema educativo.


Le cause della dispersione scolastica sono molteplici e intrecciate. Tra i fattori principali figurano le difficoltà economiche delle famiglie, il contesto sociale caratterizzato da disuguaglianze e la mancanza di modelli educativi adeguati. A questo si aggiungono le problematiche strutturali delle scuole stesse, spesso carenti in termini di risorse, infrastrutture e personale qualificato. Affrontare il fenomeno richiede un impegno coordinato su più fronti.
È fondamentale rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuole e famigli, investire in programmi di orientamento scolastico e professionale e potenziare le attività extrascolastiche per rendere la scuola più attrattiva e stimolante. L’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), pari a 79 milioni di euro, destinati alla lotta contro la dispersione, rappresenta un’opportunità che non deve essere sprecata. Per garantire ai giovani campani un futuro migliore, è necessario continuare a lavorare su interventi strutturali e politiche innovative, capaci di contrastare le disuguaglianze e offrire a tutti pari opportunità di accesso all’istruzione. Ridurre il tasso di abbandono scolastico non è un’impresa facile, ma è un obiettivo imprescindibile per il benessere della comunità e per il progresso della regione. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile trasformare questa sfida in un’occasione di crescita e rinascita per l’intero territorio.
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