
La città di Napoli è diventata una meta turistica scelta ogni anno da milioni di viaggiatori e i vicoli di Partenope sono quotidianamente attraversati da turisti provenienti da tutto il mondo. Essi affollano le strade, riversando ingenti quantità di denaro per l’economia della città. Quello odierno sembra essere il periodo migliore per il capoluogo campano, che pare essersi lasciato alle spalle i nefasti tempi passati, il degrado e le inefficienze. Questa considerazione però non trova attuazione nella realtà, in quanto nella città ci sono ancora aree lasciate e se stesse, sono presenti fasce sociali deboli lasciate sole, mentre all’esterno essa è avvolta da una bolla turistica pronta a scoppiare. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, in via Tofa, da circa trent’anni c’è un vuoto, lasciato in seguito al crollo del palazzo che ospitava. Quest’ultimo, danneggiato dal tremendo terremoto degli anni ’80, nel 1994 crollò definitivamente. Nel corso degli anni quello spazio è divenuto una discarica, nella quale, oltre i rifiuti, a riunirsi c’erano spesso dei tossicodipendenti, consolidando un degrado generale proprio nel cuore della città, nei suoi vicoli principali.

Nel tempo alcune associazioni e cittadini hanno proposto di realizzare lì un campo da calcio per il quartiere. Il progetto, dal nome “Rimessa Laterale”, aveva suscitato grande clamore mediatico, attirando attenzione da tutta Italia dopo svariate azioni, tra le quali quella realizzata dagli artisti Cyop&Kaf, che sommossero l’opinione pubblica. I volontari ripulirono l’area, bonificandola, un primo passo per mettere su finalmente un campo sportivo, utile a sottrarre i ragazzi dalla strada. La volontà del quartiere e il lasciapassare dell’amministrazione comunale parevano finalmente rendere realizzabile il progetto. Come tutte le storie intense, nel momento migliore esse finiscono per diventare struggenti: dopo la pulizia dei volontari, infatti, ad arrivare sono soltanto delle barriere alte, così alte da bloccare il sogno di centinaia di ragazzini, installate dai legittimi proprietari dell’area che pensarono bene di recintarla, opponendosi categoricamente alla realizzazione del campetto.
I cittadini dei Quartieri Spagnoli iniziarono allora a sperare che il comune eseguisse un esproprio per destinare l’area a fini sociali, così come previsto dal progetto iniziale. Nulla di tutto questo è avvenuto e le barriere innalzate dai proprietari non hanno fermato gli sversamenti abusivi di rifiuti, tanto da diventare una piaga per il quartiere, ritrovatosi a fare i conti con una mini-discarica, abbandonata a sé stessa. Dopo anni la situazione resta la stessa, quel sito è lì, colmo di rifiuti, lasciato all’incuria e sottratto potenzialmente ai ragazzi del quartiere. Un campo da calcio in quel punto non sarebbe stato semplicemente uno spazio ludico, ma un vero e proprio strumento di rivalsa sociale. La legalità che sottrae terreno alla criminalità, un punto di ritrovo, che di alternative lì ne hanno ben poche. Oggi i ragazzi di via Tofa possono considerare il progetto del campo da calcio un sogno andato in fumo, visto che ancora per molto in quel posto ci resterà la discarica. Questa è la sintesi di una città che giace in un finto stato di sviluppo e che non ha fatto ancora i conti con la propria storia, che nel frattempo si lascia alle spalle gli ultimi.
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