
Un’emergenza silenziosa che non si può ignorare: la salute mentale dei giovani non può essere un tabù. Il 49,4% dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha infatti affermato di avere sofferto di ansia e depressione a causa dell’emergenza sanitaria. A dichiararlo è il Rapporto “Generazione Post Pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel Covid-19″ elaborato da Cenesis.
Che dire: la salute mentale dei giovani, tra anni di pandemia, instabilità economica e un futuro segnato dalla crisi ambientale, è fragile. Dal rapporto è emerso che il 62,1% degli adolescenti ha cambiato la propria visione del futuro. E così, la domanda sorge del tutto spontanea: dove stiamo fallendo?
È necessario quindi prendere sul serio il problema del disagio giovanile e investire da subito sulla salute mentale puntando su percorsi di prevenzione. Ecco perché per riuscire a far comprendere quanto sia importante ascoltare i ragazzi e intervenire per intercettare il disagio prima che diventi un disturbo, è nato il progetto scuole “Mi vedete?”, che all’interno di molte scuole ha coinvolto attivamente studenti, insegnanti, famiglie, esperti e figure professionali del territorio.
In collaborazione con Lundbeck Italia e Your Business Partner, azienda di consulenza, l’iniziativa ha come scopo quello di rappresentare un punto di partenza per disegnare un modello di ascolto e di lettura dei disagi adolescenziali al fine di dare risposte appropriate e tempestive, con il supporto di figure professionali e l’attivazione di una risposta all’interno del territorio.
Lo stress, l’ansia, disturbi del sonno, sbalzi d’umore, ricorso a farmaci, cattive abitudini alimentari e molto altro: sono questi gli effetti collaterali che molti giovani si trovano a dover affrontare. E circa il 27,6% degli studenti incolpa la sfera familiare, ma quasi a pari merito con la scuola. Se per i genitori, invece, la causa è da attribuire principalmente all’ambiente scolastico (39%), i docenti dicono che è dovuto nel 37% alla famiglia e poco (12%) alla scuola.
“Notiamo che ogni adulto incolpa l’altro di ciò che avviene – ha spiegato Sergio De Filippis, Docente di Psichiatria delle Dipendenze all’Università di Roma La Sapienza e consulente scientifico del progetto. Si stima che tra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni, secondo lo State of Children in the European Union del 2024, circa l’8% soffra di ansia e il 4% di depressione”. -. A riportare ciò è l’Ansa. Tra i problemi, anche l’uso di sostanze (54%), i disturbi alimentari (38%) e del sonno (63%), il bullismo (38%).
“Bisogna cercare di aiutare a sviluppare un benessere della mente e un equilibrio delle relazioni sociali e formative – ha sottolineato Alberto Siracusano, ord. di Psichiatria dell’Università di Roma Policlinico Tor Vergata -. La promozione di un nuovo piano d’azione nazionale mentale vedrà grande attenzione all’età evolutiva.
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