
Maurizio Costanzo non è mai piaciuto alla mafia. Nel ’91, dopo l’ assassinio di Libero Grassi, bruciò in diretta una maglietta con scritto “Mafia, made in Italy”. Era parte di una maratona televisiva dedicata all’antimafia e, tra gli altri, nel video si vede Giovanni Falcone. Costanzo lo invitò più volte nelle sue trasmissioni e furono tanti i toni aspri degli ospiti contro il magistrato, che all’epoca in pochi ascoltavano.
Poi fu colpito anche Falcone, assieme a Borsellino. Erano gli anni delle più gravi stragi mafiose, e così un giornalista del calibro di Maurizio Costanzo entrò nelle mire della criminalità organizzata per il suo impegno sociale.
Il 14 Maggio 1993 Maurizio Costanzo subì un attentato a Roma, in via Ruggero Fauro, mentre tornava da lavoro. Un’autobomba, parcheggiata lì vicino, sarebbe dovuta esplodere al passaggio dell’auto di Costanzo, in auto con la moglie Maria De Filippi. Per un caso del destino nessuno rimase gravemente ferito: dopo il ripetersi delle minacce mafiose a Costanzo fu assegnata la scorta, e si spostava con un’auto blindata. Quella sera il giornalista aspettava un’Alfa Romeo, ma arrivarono una Lancia e una Mercedes.
Il mafioso che attendeva il passaggio, Salvatore Benigno – confuso dal fatto – fece scoppiare la bomba al passaggio dell’auto blindata. Costanzo e De Filippi si trovavano più lontani, sulla Mercedes non blindata.
La mafia mi dedicò 70 chili di tritolo mentre tornavo a casa in macchina con Maria. Il bello è stato accorgerci che eravamo vivi.
Maurizio Costanzo
A pedinare Costanzo e studiare le sue mosse per la preparazione dell’attentato c’era Matteo Messina Denaro: valutò addirittura l’attentato durante la diretta televisiva. Mentre ad ordinare l’attentato, secondo diversi pentiti, fu lo stesso Totò Riina. Si racconta che il boss di Cosa Nostra, mentre guardava delle trasmissioni contro la mafia, disse: “Questo Costanzo mi ha rotto i coglioni”.
Con gran senso dell’umorismo, Costanzo commentò così l’attentato: “Ci siamo salvati per tre secondi, ammazza che culo!”.
Di Ciro Giso
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