
Negli ultimi mesi sembra essere scoppiata una vera e propria psicosi collettiva verso il Loxosceles rufescens, comunemente conosciuto come ragno violino. Tra luglio e agosto, infatti, sono due i decessi registrati in seguito alla puntura di questo animale, con un grande aumento di segnalazioni di morsi da parte dell’aracnide. Ma il ragno violino è davvero così pericoloso? Perché se ne sente parlare soprattutto adesso?
Il ragno violino è un animaletto di piccole dimensioni, tipicamente lungo tra i 7 e i 10 millimetri, riconoscibile per il caratteristico disegno a forma di violino sul dorso. Questo segno, di colore marrone più scuro rispetto al corpo, è il tratto distintivo che lo differenzia da altre specie. La puntura di questo aracnide, spesso indolore inizialmente, può causare sintomi che si manifestano solo dopo alcune ore, come arrossamento, gonfiore e una lesione cutanea che può evolvere in ulcera. Solo in rari casi la puntura può provocare sintomi sistemici più gravi, tra cui febbre, nausea e dolori muscolari. È importante prestare attenzione alla presenza del ragno violino in aree buie e nascoste della casa, come angoli polverosi o sotto i mobili, e consultare un medico o il Centro Veleni (02.66101029) in caso di sospetta puntura per comprendere al meglio come agire.
Al contrario di ciò che si pensa, il Loxosceles rufescens non è aggressivo e morde solo per difendersi; ad esempio, quando rischia di essere schiacciato. Questa specie è da sempre presente in Italia e la sua popolazione non è in aumento, ma è più comunemente presente nelle aree del centro e del sud del Paese. Le sue prede sono gli insetti, che uccide con il suo veleno. Quest’ultimo non è letale per l’uomo. Ad essere pericolosa per l’uomo, dunque, non è la puntura in sé ma i batteri che possono essere contratti dal morso e che possono provocare necrosi o shock anafilattico. Il veleno, inoltre, può rappresentare un pericolo principalmente per chi soffre di altre malattie o possiede un sistema immunitario particolarmente debole.
Se il ragno violino è da sempre in Italia, perché se ne sente parlare soprattutto negli ultimi mesi? La risposta è nell’aumentare del caldo. Infatti, essendo una specie mediterranea, predilige gli ambienti asciutti e caldi che ne favoriscono la proliferazione. Le temperature in aumento permettono a questa specie di adattarsi più facilmente alle nostre città, contribuendo all’aumento dei casi.
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