
C’è un’immagine che, da sola, potrebbe contenere tutto il significato di questo libro: mia nonna seduta su una sedia impagliata, la corona del rosario tra le dita e la voce bassa ma ferma, che si unisce a quella di altre donne del vicinato. Non pregava solo per sé: pregava per i suoi morti, e dentro quelle Ave Maria infilava anche i nomi dei defunti altrui, come se il dolore condiviso potesse sciogliersi in una catena di parole mormorate insieme. Il suono, più che le parole, si imprimeva nell’aria come un canto antico. Era un’eco che aveva qualcosa di mistico e ipnotico, come un varco aperto tra due mondi. Non era solo preghiera: era respiro collettivo, ordine, rituale, rassicurazione.
Leggendo “La Sacra Corona. Storia, sociologia e psicologia del rosario”, pubblicato da Meltemi nel 2024, ho capito che quella scena che porto nella memoria ha un peso ben maggiore di quanto avrei pensato: è una forma culturale complessa, stratificata nei secoli, che abita il cuore della nostra società più di quanto immaginiamo.
Romolo Giovanni Capuano non scrive un saggio devozionale, e nemmeno un pamphlet demolitorio. Fa qualcosa di più coraggioso: interroga il rosario come oggetto culturale totale, capace di raccontare — nel bene e nel male — la storia profonda del cattolicesimo e del corpo sociale che lo ha sostenuto. Il suo sguardo è insieme storico, sociologico e psicologico, e ci restituisce un ritratto lucido e a tratti sconvolgente di questa pratica apparentemente innocua.
Il rosario, ci dice Capuano, non è un fossile spirituale per ottuagenarie superstiziose, come l’immaginario contemporaneo vorrebbe liquidarlo. È, invece, una macchina narrativa, disciplinare e persuasiva, capace di strutturare la vita quotidiana, le gerarchie, le emozioni, il senso di appartenenza. È stato un’arma retorica nelle mani della Chiesa, uno strumento di controllo dei corpi e delle coscienze, una tecnica mnemonica e meditativa, ma anche un rifugio nelle notti della Storia.
Tra gli elementi più paradossali — e forse per questo più rivelatori — vi è la leggenda secondo cui la Madonna avrebbe rivelato il rosario a San Domenico per combattere l’eresia: un episodio privo di riscontri storici, eppure confermato per secoli da papi e bolle pontificie, fino a diventare dogma non scritto. Ma il libro racconta anche di un fondatore di mafia pugliese, Giuseppe Rogoli, che battezzò la Sacra Corona Unita ispirandosi proprio alla corona del rosario; di città chiamate “Rosario” (come quella argentina dove nacque Che Guevara); di come la parola “paternoster” sia sopravvissuta nel lessico tecnico per indicare certi ascensori continui. Storia, culto e uso pratico si confondono, generando effetti culturali che vanno ben oltre la devozione.
Eppure, come spesso accade nei riti che attraversano i secoli, il potere del rosario non si limita all’ambito religioso. Nella cultura rom, ad esempio, la corona del rosario è considerata il più potente degli amuleti: portarla con sé protegge dal male, allontana le energie oscure, invoca benedizione. Capuano riconosce apertamente questa dimensione apotropaica, ricordando come il rosario sia stato — e continui ad essere — uno strumento magico, simbolico e tangibile, spesso più potente della parola stessa.
Il pregio maggiore del saggio è proprio questo: ridare complessità a un oggetto che la modernità ha reso opaco e scontato. Capuano lo fa con metodo scientifico, ma anche con una sottile tensione narrativa, costruendo un’indagine densa, mai noiosa, che smonta miti (la rivelazione, l’immobilità della forma, l’unicità della tradizione domenicana) e propone una visione disincantata ma non cinica.
Come accade con tutti i simboli archetipici, il rosario continua a raccontarci qualcosa, anche quando pensiamo di averlo dimenticato. “La sacra corona” che per secoli è stata ripetizione, obbedienza e conforto, oggi può diventare uno specchio: ci mostra come funzionano le credenze, come nascono le liturgie, come si trasforma la fede in abitudine. E ci chiede, infine, se è davvero possibile separare il sacro dalla vita.
di Achille Callipo
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...