
Il brand “Napoli” pare non stia sfumando nel tempo, anzi. La città, che da anni attraversa un trend positivo in termini turistici, divenendo una meta riconosciuta per eccellenze storiche, paesaggistiche e culinarie, può oggi fare sfoggio di importanti risultati anche dal punto di vista accademico e universitario. Gli atenei napoletani, e più in generale campani, hanno visto negli ultimi cinque anni il loro numero di studenti stranieri quasi triplicato. Risultati, questi, certamente frutto di una maggiore visibilità dei territori campani agli occhi di tanti studenti stranieri che cercano un posto al sole nelle nostre località e desiderano immergersi nella cultura ed il folklore che quotidianamente si respira per le strade di Napoli e della Campania.
Parlare, però, di questo risultato soltanto in termini di giovani che arrivano sulle nostre coste come studenti in ciabatte, desiderosi soltanto di vivere il loro percorso accademico in uno stato di vacanza, sarebbe di certo riduttivo e fuorviante. I numeri che leggiamo sono certamente frutto di investimenti ed un piano, si può dire per ora ben riuscito, di far apparire più validi e accessibili i nostri atenei al difficile “palato” internazionale. L’attrattività delle nostre università, più in generale italiane, è storicamente piuttosto bassa rispetto ad altre destinazioni europee: nell’anno accademico 2024/2025 gli studenti stranieri sono poco meno di 110.000, meno del 5% degli iscritti, quota inferiore alla media OCSE che si assesta fra il 7% e 8%.
Il risultato, quindi, degli atenei campani, con Napoli in prima linea, è di certo motivo di grande orgoglio per il nostro territorio. A spingere l’appeal internazionale nelle nostre università non è dunque soltanto la tradizione accademica, ma una strategia sempre più pragmatica. Già l’arrivo dell’Apple Developer Academy nel 2016 ha trasformato Napoli in un hub formativo globale, mentre l’espansione dei corsi in inglese, soprattutto nelle discipline tecnico-scientifiche, ha intercettato la domanda estera, rendendo l’offerta universitaria meno provinciale e più competitiva.
Passiamo adesso a riportare un po’ i numeri che certificano questo importante risultato: gli studenti stranieri in Campania passano dai 973 del 2020/21 ai 2.810 del 2024/25, con un incremento complessivo vicino al 190% e un +19,3% solo nell’ultimo anno. A trainare la crescita è la Federico II di Napoli, che raggiunge 1.204 iscritti internazionali, in aumento del 30,7% su base annua e del 306% nel quinquennio, confermandosi come il principale polo attrattivo della regione. Anche la Vanvitelli consolida la sua espansione, con ben 861 studenti stranieri (+7,1% annuo e +175,1% rispetto al 2020/21), mentre la Parthenope registra l’incremento più marcato di lungo periodo, passando da 34 a 381 iscritti (+1.020,6%), spinta anche dall’offerta formativa altamente internazionale.
Più contenuta la progressione dell’Università di Salerno, che raggiunge 234 presenze (+6,8% annuo e +15,3% nel quinquennio), mantenendo tuttavia un andamento in crescita. Numeri ancora limitati per l’Università del Sannio, che passa da 8 a 48 studenti stranieri in cinque anni (+500% e +41,2% nell’ultimo anno accademico). In controtendenza l’Orientale, dove gli iscritti internazionali scendono a 82 unità (-11,8% annuo e -31,1% rispetto al 2020/21), unico ateneo regionale a registrare una flessione strutturale.
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