
Nelle ultime settimane il Comune di Napoli ha pubblicato sulla sua pagina online una serie di articoli informativi in vista del referendum costituzionale del prossimo 22 e 23 marzo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 gennaio. Le comunicazioni contengono informazioni su seggi e scrutatori, ma soprattutto disciplinano il voto per particolari categorie di cittadini, con indicazioni dettagliate per fare richiesta, e le date entro cui è possibile inviarla. Interessati nello specifico i residenti all’estero e i richiedenti voto assistito o domiciliare per motivi di grave infermità fisica.
Il primo articolo informativo, risalente allo scorso 20 gennaio, concerneva la possibilità, per gli italiani residenti all’estero, di presentare domanda al consolato di riferimento per votare nel proprio comune di residenza in Italia. È l’opzione alternativa al consueto voto per posta, previsto dalla legge 27 del 2001, n.459. La data di scadenza per l’invio del modulo è stata il 24 febbraio, dieci giorni dopo la pubblicazione del Referendum in Gazzetta Ufficiale.
Entro il 18 febbraio, invece, sono dovute pervenire ai rispettivi comuni di residenza le richieste di voto per corrispondenza per gli italiani che, pur non risiedendo all’estero, si troveranno fuori dall’Italia per un periodo di almeno tre mesi in cui cadono le due date del referendum. Quest’opzione non è possibile per cittadini che si trovano in Stati con cui l’Italia non intrattiene relazioni diplomatiche o in cui non sia garantita la segretezza del voto. Sono previste eccezioni per alcune categorie, come forze di Polizia e forze Armate. La richiesta, inoltre, è valida solo per questa Consultazione referendaria.
Altre comunicazioni sono invece specifiche del Comune di Napoli. Queste garantiscono il diritto di voto a soggetti impossibilitati a usufruirne normalmente per motivi di salute. Il 27 gennaio il Sindaco ha reso nota la possibilità di voto domiciliare per i soggetti affetti da grave infermità, tali che “l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile anche con l’ausilio dei servizi di cui all’articolo 29 della legge 5 febbraio 1992, n. 104” e per coloro che “si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali”. La domanda, che deve includere una certificazione sanitaria che non risalga a più di 45 giorni prima della votazione, può essere inviata, intestandola al Sindaco di Napoli, non oltre il prossimo 2 marzo, sia via PEC che in forma cartacea presso l’Ufficio elettorale.
Più recente (23 febbraio) è invece il manifesto sul voto assistito, che consiste nell’essere accompagnati all’interno dell’urna da altro elettore scelto, per gravi motivi di salute. Esso è garantito dal decreto del presidente della Repubblica n.570 del 1960. Dal 2003 il primo e secondo comma dell’art.1 della legge 5 febbraio 2003 n°17 aggiungono la possibilità di apporre un’annotazione permanente con un timbro sulla propria tessera elettorale, in modo da non dover presentare la certificazione sanitaria ad ogni consultazione. È questa richiesta che la comunicazione del Sindaco disciplina. Corredata da certificato emesso dall’ASL, può essere inviata dal 3 febbraio fino al 23 marzo. Un allegato trasmette inoltre l’elenco dei centri sanitari a cui possono rivolgersi sia gli elettori impossibilitati a spostarsi dalla propria abitazione, sia chi ha bisogno di effettuare il voto assistito.
Altre comunicazioni sono invece rivolte agli scrutatori, la cui nomina è avvenuta nella giornata del 25 febbraio in pubblica adunanza presso la sede del Servizio statistica e Servizi demografici di Napoli. Fino all’8 marzo invece si può presentare domanda per far parte dell’elenco degli scrutatori aggiuntivi, che si stabilirà tramite sorteggio l’11 marzo. Fino al 10 marzo, invece, possono inviare richiesta gli aspiranti sostituti presidenti di Seggio, il cui elenco sarà stabilito nelle stesse modalità il 12.
In un contesto di dibattito nazionale, legato alla questione del voto negato ai fuori sede dal Governo e all’astensionismo che da anni affligge la democrazia italiana, è necessario ricordare che mentre il voto è un diritto di tutti i cittadini, è un dovere delle istituzioni tutelare le categorie a rischio, coloro che per motivazioni reali e provate non possono recarsi regolarmente in urna.
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