
Esattamente 274 anni fa, un evento destinato a trasformare per sempre il volto di una città e di un’intera regione. Il 20 gennaio 1752, sulla vasta pianura di Terra di Lavoro, Carlo di Borbone pose la prima pietra della futura Reggia di Caserta, dando ufficialmente avvio alla costruzione di quel che sarebbe diventato uno dei complessi architettonici più imponenti d’Europa.
La data non fu scelta a caso. Il re, allora al suo 36° compleanno, scelse questo giorno per imprimere alla cerimonia un significato simbolico: l’inizio di una nuova epoca, in cui la sua corte e il suo regno si misuravano con le grandi monarchie europee. La posa della pietra avvenne alla presenza della regina Maria Amalia di Sassonia, dell’architetto Luigi Vanvitelli e di un corteo di cortigiani, alti funzionari e milizie disposte con precisione a disegnare il perimetro dell’edificio che sarebbe sorto.

Il progetto, affidato a Luigi Vanvitelli, architetto di fama alta anche oltre i confini italiani, non era solo quello di costruire un palazzo. Carlo di Borbone immaginava una residenza reale che potesse incarnare la potenza e l’autonomia del Regno di Napoli, appena riemerso dall’influenza spagnola, e fungere da nuovo centro politico e culturale. La scelta del sito, nella pianura di Caserta, segnava l’intento di creare una capitale “a terra ferma”, diversa dalle tradizionali sedi costiere come Napoli.
I lavori, da subito massicci, coinvolsero migliaia di uomini e risorse. Muratori, scalpellini, falegnami e operai di ogni tipo lavorarono per decenni sotto la guida meticolosa di Vanvitelli, che proprio negli anni successivi curò anche la costruzione di manufatti complementari come l’Acquedotto Carolino, fondamentale per l’approvvigionamento idrico del parco reale e del palazzo stesso.
Tuttavia, nonostante le prime fasi di entusiasmo e cantiere rapido, la storia dell’opera fu segnata da svolte politiche e difficoltà economiche. Nel 1759 Carlo fu chiamato al trono di Spagna e lasciò Napoli, rallentando la costruzione. La morte di Vanvitelli nel 1773 costrinse suo figlio Carlo e altri architetti a proseguire i lavori, che si sarebbero conclusi solo nel 1845.
La posa della prima pietra del 20 gennaio 1752 restò così impressa nelle cronache non come un rito isolato, ma come l’atto fondativo di una trasformazione che avrebbe cambiato il volto di Caserta e della sua provincia, rendendo la città un centro di cultura, arte e potere
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...