
L’università di Bologna ha usato una tecnologia innovativa alla Reggia di Caserta, applicata per la prima volta a un parco storico.

Il parco della Reggia di Caserta e alcune aree esterne sono stati mappati in una sola giornata, con una risoluzione spaziale a livello centimetrico. Spiega l’Alma Mater: “Il rilievo topografico è stato effettuato mediante una tecnologia di mobile mapping […] integrata da due laser scanner e da una fotocamera. Il sistema è stato installato su un veicolo fuoristrada, in grado di operare anche fuori dalla viabilità carrabile, percorrendo l’area alla velocità di 10-15 km/h per garantire un rilievo capillare“.
Con questo lavoro è stata prodotta una documentazione fotografica aggiornata e un modello tridimensionale ad alta risoluzione dell’area. Sfruttando i dati raccolti, i ricercatori stanno realizzando un DTM (Digital Terrain Model): un modello digitale del terreno che restituisce l’andamento della superficie naturale, privo di elementi antropici ma comprensivo della vegetazione.
Il progetto è frutto della collaborazione tra la Reggia di Caserta e l’Università di Bologna, che ha coinvolto il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, il Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali.
Il lavoro svolto al parco storico è necessario. Il risultato infatti permetterà di studiare con precisione la morfologia del parco e di definire un piano di manutenzione mirato e sostenibile. La costante cura delle aree, sia esterne che interne, della Reggia, non è semplice chiaramente, ma deve essere portata avanti con rigore e tempestività. Pensate se al parco non ci fosse più acqua nelle fontane e nelle vasche. Sarebbe un danno estetico, perché parliamo di uno degli elementi cardine del Sito, sia ambientale.
La manutenzione di alcune aree è spesso lenta e addirittura approssimativa. Le vie di collegamento all’interno della Reggia possono risultare pericolose per i visitatori e provocare inoltre un danno d’immagine. Il Patrimonio Unesco dimostra di essere uno dei più importanti del Paese con circa 17mila persone presenti all’iniziativa Domenica al museo, superando musei del calibro degli Uffizi. Adesso avrà il compito di rimanere una meta competitiva nel panorama nazionale.
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