
Le regine raccontano l’Europa. Parlano attraverso ciò che resta di loro: ritratti, abiti, libri, lettere, specchi, strumenti musicali e oggetti quotidiani. È da queste tracce materiali che prende forma «Regine: Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa», la grande mostra internazionale aperta al pubblico dal 20 dicembre 2025 al 20 aprile 2026 negli spazi della Gran Galleria della Reggia di Caserta. Curata da Tiziana Maffei e da Valeria Di Fratta, l’esposizione è organizzata dal Museo Reggia di Caserta con Opera Laboratori, con il patrocinio del Network of European Royal Residences, e si avvale di prestiti di straordinario prestigio, provenienti da alcune delle più importanti istituzioni museali europee.
Oltre duecento opere ricostruiscono le storie di donne che furono spesso considerate meri strumenti di alleanze dinastiche, inserite in un sistema di potere profondamente patriarcale, ma che seppero — entro quei margini imposti — esercitare un’influenza reale, politica e culturale. Come spiegano le curatrici, queste figure ebbero un ruolo decisivo negli equilibri diplomatici europei, nella promozione delle arti, nella circolazione di nuove idee e nella costruzione di una rete di relazioni che superava i confini dei singoli regni. Non mancarono, tuttavia, calunnie e campagne diffamatorie, spesso mirate a colpirne la moralità o la legittimità: una forma di misoginia che, anche sotto i diademi, non risparmiava le donne.
Il percorso espositivo si articola in sette sezioni tematiche, che guidano il visitatore attraverso i diversi aspetti della vita e del ruolo delle regine: “Educare al trono. L’arte di diventare sovrane”; “Legami di corte. Nozze che plasmano alleanze”; “Madri regine. Custodi di eredi e dinastie”; “Regine in scena. Ruolo e immagine pubblica”; “Gesti del potere. Cerimoniali ed etichette”; “Tempo di sé. Studio, interessi e passioni”; “Stanze regali. L’affermazione del gusto”. Le opere provengono da istituzioni di primo piano come il Château de Versailles, il Palacio Real di Madrid, la Galería de las Colecciones Reales, Schloss Schönbrunn, le Staatliche Kunstsammlungen Dresden, oltre a importanti musei italiani e archivi storici. Tra i prestatori privati figura anche il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, che ha sottolineato il valore storico e affettivo dell’iniziativa, legata alle radici della sua famiglia nella Reggia di Caserta.
Le protagoniste appartengono a quattro grandi dinastie che hanno segnato la storia del Regno di Napoli fino e oltre l’Unità d’Italia. Il racconto prende avvio con Elisabetta Farnese, che progettò un regno per il figlio Carlo di Borbone, e prosegue con Maria Amalia di Sassonia, prima regina borbonica di Napoli. Centrale è la figura di Maria Carolina d’Austria, sovrana dalla straordinaria determinazione politica. Il percorso attraversa poi il Decennio Francese con Giulia Clary e Carolina Bonaparte, la Restaurazione con regine come Maria Isabella di Spagna, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo-Teschen e Maria Sofia di Baviera, ultima regina di Napoli, per giungere infine all’Italia unita con le regine di Casa Savoia: Margherita, Elena di Montenegro e Maria José del Belgio.
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