
Manca poco all’inizio della campagna elettorale per le elezioni regionali della Campania. Cominciano a circolare i nomi dei papabili candidati, tra vecchie glorie e volti nuovi. Soprattutto con la notizia dell‘impossibilità di una terza candidatura per De Luca, la lotta è aperta al massimo e ogni pronostico è azzardato. Il totocandidato impervia, ma non sempre al nome del politico corrisponde una immediata riconoscibilità di quest’ultimo.
Ecco, allora, una veloce carrellata dei nomi più gettonati, ma soprattutto un preciso identikit di questi. Tutto ciò che devi sapere sui possibili candidati alla Regione.
Lo sceriffo di Salerno non ha certamente bisogno di presentazioni, data la sua decennale esperienza in giunta e soprattutto il suo passato da influencer durante la pandemia. Forte proprio di quell’esperienza, De Luca aveva accumulato un consenso tale da schiacciare letteralmente tutti i suoi avversari alle ultime elezioni, e viaggiava a vele spiegate anche per queste. Peccato, però, che la Consulta gli abbia tarpato le ali sul più bello, ricordandogli che tre mandati consecutivi non sono del tutto legali in questo paese.
Ma, come i migliori villain dei film, De Luca potrebbe tornare più forte di prima. L’ipotesi di un terzo polo deluchiano è viva, e alcuni sondaggi indicano che una lista autonoma vicina al presidente uscente potrebbe valere fino al 21%, erodendo in modo decisivo il margine della coalizione di centrosinistra. Non è da escludere che la mossa di De Luca sarebbe finalizzata a costringere il resto del centrosinistra a trovare un accordo con la sua lista.
Roberto Fico è un volto storico del Movimento 5 Stelle, soprattutto dell’area campana, fin dal meet-up fondato da lui a Napoli “Amici di Beppe Grillo“. Rappresenta l’ala più a sinistra del M5S, con idee fortemente progressiste. Già presidente della camera nella scorsa legislatura, Fico sarebbe il volto del “campo largo”, con PD e M5S eventualmente insieme ad altre forze centriste e di sinistra. La sua disponibilità è già arrivata, ma non è ancora stata formalizzata. Non è che vanti un curriculum molto esaltante se si parla di elezioni locali, dato che nel suo storico abbiamo un 1,38% ottenuto da candidato a Presidente della Regione Campania nel 2010, e un 1,35% da candidato a Sindaco di Napoli l’anno dopo. Certo è che al tempo Fico non era un nome conosciuto come lo è oggi.
Tra le file del Movimento 5 Stelle circola, in realtà, un nome aggiuntivo, quello di Sergio Costa. L’attuale vicepresidente della Camera vanta una lunga carriera in uniforme, con un’esperienza pluridecennale nel Corpo Forestale dello Stato. Esperienza che ha segnato anche la sua impronta politica fin dalla sua entrata nel 2018.
Due volte ministro dell’ambiente nei due governi Conte, Costa è apprezzato dall’ala moderata e ambientalista, e soprattutto da chi non vuole rinunciare alla continuità con l’esperienza De Luca. Mantiene, infatti, buoni rapporti con l’attuale giunta regionale e ha partecipato a eventi pubblici con l’entourage del governatore uscente. Per quelli che guardano a sinistra ma al contempo non cedono a rinunciare all’eredità politica dello sceriffo, Costa rappresenta un nome concreto.
Guardando alla parte opposta, chi gode di maggiore gradimento, quantomeno tra gli elettori di centrodestra, sembrerebbe essere Matteo Piantedosi. Il ministro dell’interno è un tecnico, vicino politicamente alla Lega. Sicuramente vi ricorderete di lui per la vicenda Almasri, per cui è stato iscritto al registro degli indagati per favoreggiamento e peculato, per aver rispedito a casa, con volo di Stato, un uomo con a carico un mandato di cattura internazionale di crimini di guerra e contro l’umanità. Piantedosi sarebbe un sogno per un centrodestra, che parte ai blocchi di partenza con molte più difficoltà rispetto al centrosinistra, essendo l’unico nome del centrodestra con un ampio raggio di notorietà e consenso trasversale in Campania.
E sarebbe un sogno soprattutto per Matteo Salvini, che non ha mai nascosto il suo amore per il Viminale, negatogli dalla premier tre anni fa. La candidatura di Piantedosi, e la sua conseguente uscita dal Ministero dell’Interno, aprirebbe un varco per il ritorno in grande stile del Capitano, relegato per ora ad una vita di ritardi al Ministero dei Trasporti. Purtroppo, però, Pinatedosi ha per ora smentito categoricamente una sua possibile candidatura, ma il suo nome continua ad essere quotato.
Se il nome più bramato dal centrodestra è quello di Piantedosi, quello più probabile è invece Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e uomo forte di Fratelli d’Italia in Campania. È il nome più “politico” tra quelli fatti finora. Cirielli, infatti, è un veterano della poltrona, stabilmente eletto alla Camera dal 2001 e ricoprendo svariati incarichi parlamentari. Ultimamente si è reso famoso di una particolare uscita durante il festival Atreju, in cui ha dichiarato che “il tratto distintivo più profondo del fascismo era uno spirito straordinario di libertà”.
Ha confermato la sua disponibilità, sottolineando però che la decisione finale spetta ai vertici della coalizione. La sua lunga militanza politica conferisce a Cirielli un’aura solida di garanzia per il partito della premier, ma lo stesso non si può dire per i partiti alleati.
La Lega, infatti, ha avanzato una candidatura alternativa: Gianpiero Zinzi, deputato casertano, espressione della nuova generazione che oggi rappresenta una delle nuove leve del partito al Sud. Ha mosso i primi passi nell’UdC, partito in cui ha militato anche il padre Domenico, per poi spostarsi definitivamente a destra. Nel curriculum vanta un’esperienza da consigliere regionale nello scorso mandato. Esperienza non da poco, dato che Il Mattino nel 2019 lo ha eletto consigliere regionale più attivo in Campania. Era stato poi rieletto alle regionali 2020 ma ha abbandonato l’incarico in seguito alla sua elezione alla Camera.
È stato presentato ufficialmente in una convention a Napoli e ha già incassato l’appoggio pubblico proprio di Piantedosi, che lo ha definito “un ottimo candidato”. Ma nei sondaggi il suo gradimento è abbastanza basso, e il suo nome sembra essere più una mossa tattica del partito di Salvini per controbilanciare il nome di FdI e riequilibrare i rapporti interni, più che una candidatura concreta.
Conclusa questa lunga lista di papabili nomi, è bene ora decretare quello che per adesso sembra essere il nome più probabile tra quelli che potrebbero presentare la propria candidatura. E il vincitore è: Mister X.
Già, perché ogni maledetta elezione ci ritroviamo mesi prima a fare decine di nomi tra militanti di partito, tecnici, imprenditori, giornalisti e uomini di potere. E puntualmente ogni maledetta elezione ci ritroviamo almeno un nome tra i candidati il cui profilo non era mai stato visto prima nei sondaggi. Dinanzi alle innumerevoli ipotesi di candidati alle elezioni regionali in Campania (N.B.: abbiamo elencato solo quelli più quotati) l’ipotesi più concreta è dunque un Mister X, un nome che né noi né nessun altro ha finora fatto. Di quello, sì, possiamo essere sicuri.
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