
L’era di Vincenzo De Luca alla guida della Campania volge al termine. Dopo dieci anni, Palazzo Santa Lucia avrà un nuovo inquilino, che dovrà interfacciarsi con un territorio diverso rispetto a quello trovato da De Luca nel 2015. Per certi aspetti la Campania è profondamente cambiata, per esempio sul fattore turismo: da anni la regione è diventata il principale punto di arrivo del Paese per decine di migliaia di visitatori, italiani ed esteri, vivendo il periodo più florido di sempre. D’altro canto, problematiche ed emergenze da affrontare sono rimaste le stesse, alcune addirittura peggiorate: sanità, trasporti pubblici, Terra dei Fuochi, lavoro e investimento sui giovani. Sono questi i macroargomenti sui quali dovrà intervenire il nuovo presidente, con l’obiettivo di ridurre il divario che divide la Campania, e in particolare il Mezzogiorno, con la parte settentrionale dell’Italia.
Non è un mistero che il tema principale caratterizzante il decennio deluchiano sia stato quello della sanità, anche a causa della pandemia Covid. Sebbene la sanità campana abbia in qualche modo reagito al virus, oggi il problema che va affrontato in maniera urgente sono le liste di attesa, spesso fuori standard anche per cure ed interventi da effettuare in tempi brevi e con differenze territoriali nella qualità dei servizi offerti. Nonostante piani e annunci fatti dalla regione, alcune branche come l’endoscopia o l’oculistica rimangono un tallone d’Achille. Se ai piani alti di Palazzo Santa Lucia si è detto che il 96% delle prestazioni sanitarie brevi e urgenti vengono erogate nei tempi previsti, la realtà testimonia ben altro. Altro grande problema riguarda il personale: turn-over e carenza di camici bianchi si riflettono proprio su liste di attesa e pronto soccorso, con cittadini spesso costretti a preparare le valigie e dirigersi in altre regioni per assistenza e cure sanitarie. Assunzioni una tantum non bastano senza un piano più duraturo che punti a stabilità ed efficienza.
Il trasporto pubblico regionale rappresenta un’altra grande area di intervento. De Luca ha avuto sicuramente il merito di portare a compimento progetti di innovazione e ampliamento che hanno riguardato le linee metropolitane: l’inaugurazione della Linea 6 e la sostituzione dei treni della linea 1 a Napoli sono degli esempi calzanti. Tuttavia, sono all’ordine del giorno recensioni negative da parte degli utenti del capoluogo, che continuano a fare i conti con corse soppresse, ritardi e linee a singhiozzo, con la Circumvesuviana in testa. Per non parlare delle altre province della regione, lontane dagli standard partenopei e lontanissime da quelli dei territori del Nord. Non va meglio per le stazioni ferroviarie: territori del Litorale Domitio come Castel Volturno, luogo storico di villeggiatura estiva, sono totalmente isolati e scollegati dal resto della Campania. Il punto peggiore del trasporto pubblico è però quello dei bus di linea: l’offerta è pressoché bassa rispetto alla domanda. In generale, il prossimo governatore dovrà misurare l’affidabilità reale di tutte le linee, cioè cercare di aumentare le corse effettuate e ridurre i tempi di attesa tra un treno e l’altro.
Come dimenticare poi la questione recentemente più scottante: l’ambiente. Dopo la condanna della CEDU ai danni degli ultimi esecutivi italiani per aver sottovalutato l’impatto della Terra dei Fuochi sulla salute dei cittadini, il nuovo presidente dovrà coordinare bonifiche, fornire una mappatura trasparente dei siti e implementare sorveglianza e controlli sulla filiera dei rifiuti. Allo stesso tempo, i prossimi cinque anni saranno decisivi per i Regi Lagni e la riqualificazione del Sarno: cantieri e progetti sono già stati finanziati ma vanno portati a termine i lavori, con informazioni di dominio pubblico sull’inquinamento delle acque e sugli scarichi.
Ci sono poi i temi dei Campi Flegrei e della disoccupazione giovanile. Il bradisismo è ormai diventato una delle più grandi paure della popolazione che risiede nei paesi della cosiddetta zona a rischio, come Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida: lavori e contributi per edifici danneggiati sono stati concessi, ma serve monitorarli e lavorare assieme al Dipartimento della Protezione Civile, la Prefettura e i Comuni. Sul secondo punto, trovare un lavoro ben remunerato e stabile in Campania è sempre più difficile: qui la percentuale di non occupazione per i giovani è una delle più alte d’Italia. Bisognerà magari prefissare obiettivi annuali e puntare sulla qualità dei contratti. Queste tutte le gatte da pelare per l’inquilino di Palazzo Santa Lucia che si appresta a prendere il posto di De Luca. E allora buona fortuna, presidente.
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