
Napoli, più di ogni altra città campana, sarà il vero banco di prova per il prossimo presidente. Qui si intrecciano le grandi questioni che definiscono il futuro della Campania: dal turismo alla riqualificazione ambientale, senza dimenticare le forti lacune infrastrutturali della città. Governare la regione, oggi, significa anche saper leggere le dinamiche del capoluogo, con i suoi contrasti e le sue potenzialità.
Negli ultimi anni Napoli ha conosciuto un boom turistico senza precedenti. I numeri parlano di arrivi e presenze cresciuti in modo esponenziale, alberghi e B&B ovunque, centro storico e lungomare trasformati in vetrine permanenti. Ma dietro l’immagine della “capitale del Mediterraneo” si nasconde una questione di equilibrio. Può Napoli restare una città viva, abitata dai suoi residenti e allo stesso tempo visitata da milioni di turisti? Gli affitti brevi spingono fuori i residenti, i servizi pubblici sono sotto pressione, il traffico e la gestione dei rifiuti peggiorano nei periodi di alta stagione. Il nuovo governo regionale dovrà accompagnare la crescita turistica con politiche di sostenibilità, incentivando una migliore mobilità, sostenendo il decoro urbano e soprattutto favorendo un turismo diffuso, che coinvolga anche l’area metropolitana e non solo il centro storico.
Bagnoli è una pagina aperta della storia della città. Dalla chiusura dell’Italsider negli anni Ottanta alla lunga attesa delle bonifiche, ogni generazione ha visto promesse e piani di rilancio caduti nel nulla. Oggi, tra gli investimenti legati alla America’s Cup che si terrà nel 2027 e le risorse del PNRR, si riapre una possibilità concreta di trasformazione per quella zona. La domanda, però, resta la stessa: quale Bagnoli vogliamo? Il nuovo Presidente della Regione dovrà assumersi una responsabilità precisa, vigilando affinché i progetti di rigenerazione ambientale rispettino il territorio e non diventino pedine di interessi più grandi che non riguardano i napoletani. Lo sviluppo dell’area passa dalla bonifica, in un territorio che ha patito tanto l’abbandono della politica e che oggi ha un’occasione unica di riqualificazione.
Napoli Est è un’altra pedina fondamentale per il futuro della città. Le ex aree industriali tra San Giovanni a Teduccio e il porto sono al centro di nuovi investimenti, tra poli tecnologici, logistica, start-up legate all’università e alla ricerca. È qui che si misura la capacità della regione di creare una sinergia tra industria, innovazione e inclusione sociale. Ma anche in queste aree non mancano gli interessi dei privati, grandi multinazionali che guardano a Napoli est come uno strumento fondamentale soprattutto in chiave marittima. I progetti ci sono, i privati interessati anche ma, così come per Bagnoli, alla regione spetta non solo la responsabilità giuridica, vista la diretta competenza, ma anche quella politica. La riqualificazione non può essere solo edilizia, deve diventare una rigenerazione sociale. Quartieri come Barra, Ponticelli e San Giovanni meritano nuove opportunità, servizi e spazi pubblici. Un grande rivoluzione è possibile, così come avvenuto per le periferie di Scampia e Secondigliano, aree in gran parte recuperate ed ora al centro della vita cittadina. Si pensi, per esempio, alla nuova metro o al polo universitario.
La città sta vivendo uno dei massimi periodi di splendore. Napoli è una città in evoluzione, con decine di cantieri attivi: dal lungomare di Mergellina ai lavori in Piazzale Tecchio; linee metro in costruzione e rifacimenti di quelle già esistenti. Tutto bello e positivo, ma il capoluogo campano non ha ancora un sistema di mobilità all’altezza delle aspettative. La regione deve e può investire di più sulla mobilità cittadina: si pensi ad AIR Campania, che stenta ancora ad essere efficiente. Mentre EAV, con le linee flegree, vive quotidianamente di disagi infinti. Troppo spesso Napoli finisce quindi per essere una città bloccata. La prossima amministrazione regionale dovrà affrontare di petto la questione: senza una mobilità efficiente non esiste turismo sostenibile né sviluppo industriale possibile.
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