
Roberto Fico, 51 anni, è il candidato della coalizione di centrosinistra alla presidenza della Regione Campania. Figura di primo piano della politica nazionale, è stato Presidente della Camera dei deputati dal 24 marzo 2018 al 12 ottobre 2022, ruolo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico per uno stile istituzionale ed equilibrato. La sua traiettoria politica nasce e cresce nel Movimento 5 Stelle, di cui è stato tra i volti più riconoscibili, con un impegno costante su diritti, giustizia sociale e ambiente.
La sua formazione è nel campo della comunicazione: laurea magistrale in Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste; ha poi seguito un corso di alta formazione in knowledge management promosso da Poliedra–Politecnico di Milano con atenei campani e siciliani. Prima della politica ha lavorato in vari ambiti della comunicazione, nel turismo e nella formazione.
La coalizione che lo sostiene comprende otto liste: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, la civica Fico Presidente, A Testa Alta, Noi di Centro – Noi Sud, Avanti Campania e Casa Riformista.
Lo abbiamo incontrato presso la nostra redazione e dobbiamo evidenziare l’ampia disponibilità del candidato a rispondere alle numerose e variegate domande dei nostri cronisti. Roberto Fico era già stato in redazione durante l’incarico alla Presidenza della Camera dei Deputati, occasione nel quale ci ha omaggiato della Medaglia del Presidente e partecipato ad una riunione di redazione del nostro direttivo.


Il candidato ha utilizzato una retorica volta a far comprendere le idee d’insieme che reggono la coalizione sui principali temi, senza sbilanciarsi in numerose promesse e senza entrare nel dettaglio del programma elettorale. Ha un’agenda fittissima ed ha acquisito inevitabilmente il ritmo frenetico di un candidato presidente in una regione tanto complessa.
Ha ringraziato tutti i giovani cronisti, oltre 40, per essere stati presenti. Dal canto nostro, è stata l’opportunità per aggiornarlo sulle numerose inchieste che portiamo avanti. Di seguito l’intervista integrale.
«È chiaro che dobbiamo avere un Registro tumori aggiornato. Tutto quello che possiamo fare per avere dati chiari di tutta la regione, e della Terra dei Fuochi in particolare, sarà fatto. Si tratta di una questione a cui penso da anni. Ogni tipo di ricerca politica la si fa su dati attendibili, quindi più il registro sarà aggiornato, meglio potremo lavorare. Per quanto riguarda la Terra dei Fuochi, bisogna rimetterla di nuovo al centro del programma politico, perché credo che negli ultimi anni sia stata un po’ abbandonata. È vero che dei passi avanti sono stati fatti, ma vanno completati. La sentenza CEDU ha determinato un momento infelice, una svolta negativa che deve servire a riporre l’attenzione sul problema e a continuare su bonifiche e monitoraggio. Partiremo da tutto quello che già è stato fatto, continuando con lo smaltimento delle ecoballe».
«Sulle liste di attesa vanno fatti vari passi. Intanto, vanno responsabilizzati ospedali e direttori sanitari, che devono lavorare bene per cercare di ridurle. L’investimento che si deve necessariamente fare è in un lavoro molto più costante in termini di tempo, potrei dire 7 giorni su 7 e almeno 12 ore al giorno. Poi c’è l’investimento sui macchinari, i quali ci sono, ma una parte di essi viene utilizzata ancora poco. Insomma, bisogna provare a razionalizzare il tutto con il fine di abbattere i tempi.
Sono stato in piazza del Plebiscito a Napoli per alcune giornate dedicate alla salute e alla prevenzione: penso che ci saranno stati almeno 50mila ingressi per fare screening al cuore, alla prostata e analisi del sangue. Se c’è un bisogno del genere, vuol dire che gli screening non riescono a funzionare durante l’anno. Dobbiamo dunque provare a fare un investimento maggiore sulle giornate di prevenzione. Ci sono, infine, punti come il diritto alla salute garantito dalla Costituzione: vogliamo offrire una sanità universale e gratuita su tutto il territorio campano».
«È un po’ banale dirlo, ma bisogna investire nel trasporto pubblico, che è un diritto, e lo è ancora di più laddove non arriva. Il problema riguarda per esempio Giugliano o, appunto, Castel Volturno. Tante persone di Giugliano mi hanno scritto negli anni, lamentandosi della soppressione dei pullman. C’è una difficoltà a muoversi enorme, difficoltà che crea congestione di traffico nel capoluogo perché ci sono migliaia di auto in più per strada verso Napoli e da Napoli verso le altre zone.
Anche a Castel Volturno c’è lo stesso problema: bisogna fare un grande progetto di investimento sul trasporto su ferro. C’è un progetto per Giugliano, quello della monorotaia che va verso Napoli, e secondo me progetti del genere sul Litorale Domizio potrebbero essere fatti. C’è la volontà politica di migliorare i servizi di trasporto pubblico a Castel Volturno per i cittadini e per i bambini, lo faremo. Ci vogliono anche grandi manager sui trasporti».
«L’obiettivo è attuare politiche per trattenere i nostri talenti. Dobbiamo agevolare la permanenza sul nostro territorio, e possiamo farlo in tanti modi. In primis, cercando di dare una mano e investire su imprese impegnate in innovazione tecnologica. A San Giovanni a Teduccio, per esempio, tante imprese si sono affidate a ragazzi e ragazze appena laureati, che oggi quindi lavorano nei quartieri di origine. Si tratta di distretti importanti a quali ispirarsi, dove i ragazzi possono lavorare e restare. Poi, bisogna garantire una serie di incentivi volti ad agevolare l’affitto di una casa. Credo che i giovani siano il punto centrale della nostra regione, anche perché farli studiare e andare altrove è un processo antieconomico e anticulturale per la nostra terra. È bene andare all’estero per un’esperienza, ma dobbiamo anche offrirgli l’opportunità di tornare a casa per mettere a disposizione tutto quello che hanno imparato. Farò di tutto».
«Sugli studentati si stanno già facendo grossi investimenti a Napoli. Dovremmo provare a garantire un numero di posti letto, piccoli appartamenti, in tutti i luoghi dove si studia in Campania. Servono poi agevolazioni sui biglietti dei trasporti: a proposito di ciò, c’è un bel progetto della regione sul trasporto pubblico dal lunedì al venerdì, che riguarda una determinata fascia di giovani studenti. Si tratta di operazioni che vanno implementate, come quella sulla quantità di borse di studio erogate. Lo studente deve usufruire di vantaggi importanti che gli permettano di pensare allo studio, senza barcamenarsi tra mille altre questioni».
«Ogni volta che vengo a Castel Volturno, mi lascia sempre qualcosa di importante. A me piace molto la città perché è un crocevia reale di emozioni, culture e di ragazzi straordinari. Ho nel cuore questo luogo e penso che possa essere un grande esempio di rinascita su cui investire. So che il Masterplan è fermo, non conosco bene le motivazioni, ma ciò che immagino è avere tutto il litorale balneabile, con una spiaggia sicura, un mare che diventa diritto sociale, un mare pulito. Penso che Castel Volturno possa essere per la nuova amministrazione regionale un punto su cui dire “abbiamo cambiato il senso”. Ciò che avete fatto voi (riferimento ad Informare n.d.r.), noi dobbiamo accompagnarlo».
«Intanto, tutto quello che è legge nazionale, come i CAS, Centri di Accoglienza Straordinari, sono esattamente l’opposto della parola integrazione. Bisogna favorire il contrario dei CAS, magari con centri di integrazione sul territorio. La Regione deve provare ad indirizzare i comuni verso quel modello di integrazione, mettendo a disposizione risorse e operatori aggiuntivi. Ricorderete sicuramente gli SPRAR (ora denominati SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione ndr) su base volontaria che i comuni utilizzavano per una integrazione diffusa.
Ecco, questa è la strada che la regione vuole intraprendere. Si devono anche dividere le questioni sicurezza e migrazione. Dobbiamo un po’ cambiare cultura da questo punto di vista, perché la sicurezza va garantita anche agli immigrati. Sicurezza significa avere un lavoro sano, una viabilità giusta, il diritto allo studio, l’illuminazione, le forze dell’ordine, la scuola sul territorio. È un atto politico a 360 gradi, non consiste soltanto nell’arresto, che pure ci vuole, ma la politica deve fare in modo di costruire il resto: la cultura, il tempo libero, la formazione, il lavoro, il reddito. Questo significa sicurezza».
«Il commissario di Bagnoli è per legge il sindaco di Napoli, quindi dobbiamo dividere le due cose: operazione bonifica e operazione Coppa America. Le bonifiche stanno andando avanti, compresa quella del mare che sta partendo, perché nel 2027 dovremmo avere un mare balneabile. Rispetto a questa questione mi sento di dire che, una volta conclusa l’America’s Cup, spiaggia libera e mare pulito devono rimanere ai napoletani. Non ci potrà essere una nuova Bagnoli se non raggiungeremo questi obiettivi».
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