
Una visita istituzionale presso la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) di Calvi Risorta ha messo in luce criticità profonde e non più rinviabili. A denunciarle è Don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, che in un dettagliato rapporto ha evidenziato le condizioni critiche in cui versano sia gli operatori sia gli ospiti della struttura.
Durante il sopralluogo, il Garante ha raccolto testimonianze e osservazioni dirette che descrivono un contesto lavorativo segnato da carenze strutturali, emotive e organizzative. Il personale socio-sanitario – infermieri, educatori, OSS – opera in una situazione di costante esposizione al rischio, tra episodi frequenti di aggressioni e la totale assenza di dispositivi di protezione adeguati o supporto psicologico post-trauma.
“Non si può curare chi soffre, se chi cura è lasciato solo“, ha dichiarato il Garante, sottolineando la necessità di tutelare gli operatori che, pur dimostrando dedizione e competenza, non possono affrontare da soli le difficoltà di un contesto ad alta complessità psichiatrica.
Particolarmente allarmante è la situazione della sicurezza: nella REMS di Calvi Risorta sono presenti solo due sorveglianti per turno. Un numero giudicato “simbolico e inadeguato” dal Garante, che ha evidenziato come questo scarso presidio non sia in grado di garantire il contenimento delle situazioni critiche. In pratica, la gestione delle emergenze ricade interamente sul personale socio-sanitario, privo però delle competenze, dell’autorizzazione e della formazione per svolgere ruoli di contenimento o di polizia.
Nonostante le gravi carenze organizzative, il rapporto riconosce l’impegno terapeutico della struttura. Gli ospiti, nella maggior parte dei casi, ricevono assistenza sanitaria continua e partecipano ad attività riabilitative. Tuttavia, l’insicurezza ambientale e lo stress degli operatori rischiano di compromettere la qualità delle relazioni di cura, elemento essenziale nei percorsi di recupero psichiatrico.
Don Salvatore Saggiomo ha rivolto un appello urgente alle istituzioni competenti – Regione Campania, Ministero della Salute e Dipartimento di Giustizia, formulando una serie di raccomandazioni:
Aumento del numero di sorveglianti formati e presenti h24 nella struttura;
Formazione continua e supporto psicologico per gli operatori, con protocolli precisi in caso di aggressioni;
Presenza di mediatori specializzati nella gestione delle crisi comportamentali;
Verifica ispettiva della struttura da parte di ASL e Regione;
Istituzione di un tavolo interistituzionale permanente con tutti gli attori coinvolti, per affrontare i problemi in modo strutturale.
“Il lavoro nelle REMS è una delle sfide più delicate della sanità pubblica e della giustizia contemporanea“, conclude il Garante. “Serve un’azione concreta e coordinata: non è accettabile che chi è chiamato a curare lo faccia senza protezioni, senza strumenti, senza ascolto“.
La relazione è stata inviata agli enti preposti e rappresenta un invito forte e chiaro a non voltarsi dall’altra parte di fronte a una situazione che tocca i diritti fondamentali di chi vive e lavora in un contesto tanto delicato quanto strategico per la tenuta del sistema di salute mentale e di giustizia.
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