
Tutte le strade portano a Santiago de Compostela, meta del famoso Cammino. Tuttavia, non è necessario essere un pellegrino per apprezzare le bellezze che la città medievale ha da offrire. Santiago è una città vivace e accogliente per giovani e studenti e rappresenta un insieme di spiritualità, cultura e comunità internazionale. Si dice che il Cammino di Santiago, o meglio i vari percorsi (almeno 10) che conducono alla medesima meta, rispecchi sulla terra la Via Lattea celeste, culminando nel Finis Terrae, la “fine del mondo” per gli antichi.
Alcuni racconti attribuiscono la creazione del Cammino a Carlo Magno: in sogno Santiago (San Giacomo) gli chiede di liberare le terre occupate dai Saraceni ed aprire una strada fino alla sua tomba, che sarebbe custodita nella cattedrale della città. Tale storia è ritrovabile all’interno del Codice Calixtino: un importante manoscritto del XII secolo legato al Cammino. Il Codice contiene la guida del pellegrino, che descrive percorsi, ostacoli, reliquie, ospedali, e usanze locali. Conservato nella Cattedrale di Santiago, è considerato la prima guida turistica della storia. Santiago de Compostela è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1985 e la designazione riguarda il centro storico della città. Il Cammino di Santiago è stato successivamente incluso in tale lista come esempio di percorso culturale che ha influenzato l’identità europea.
Nel tempo, il pellegrinaggio ha assunto vari significati: fede, penitenza, conoscenza e, oggi, introspezione, oltre ad una forte impronta turistica. Molti italiani intraprendono questo viaggio non solo per motivi religiosi, ma per immergersi in un’esperienza umana e culturale unica. L’Italia, infatti, è tra i primi cinque Paesi per numero di pellegrini ogni anno. Il Cammino è carico di simboli. Il più noto è la conchiglia, segno di riconoscimento e protezione del pellegrino. Altri simboli includono il bastone, la Croce di Santiago, la bisaccia, e i milladoiros: cumuli di pietre lasciate lungo il percorso come rito di passaggio e appartenenza. L’arrivo a Santiago culmina a Praza do Obradoiro con la visita della maestosa Cattedrale, iniziata nel 1075 in stile romanico e poi arricchita da elementi gotici e barocchi. Al suo interno, il celebre Botafumeiro, un enorme incensiere di metallo, viene azionato dai tiraboleiros e viene fatto oscillare a grande velocità attraverso la cattedrale. In origine serviva per purificare l’ambiente e coprire l’odore dei pellegrini, stanchi e sporchi dopo un lungo viaggio. Il Botafumeiro viene usato in occasioni speciali: grandi festività liturgiche, la festa di Santiago del 25 luglio e in messe solenni su richiesta speciale da parte dei pellegrini. Alla fine del pellegrinaggio, il percorso può essere certificato ufficialmente mediante la consegna di un attestato chiamato “compostela“.


Santiago non è solo spiritualità. È anche una vibrante città universitaria. La sua Università, fondata nel 1495, tra le più antiche d’Europa, accoglie oltre 20mila studenti, mantenendo un ruolo cruciale nello sviluppo culturale e linguistico della Galizia. Per i giovani, vivere a Santiago è un’esperienza formativa e stimolante. Non c’è lo stress da grande città: è sicura, economica, facilmente percorribile a piedi o in bici. Il centro storico è ricco di locali, spazi culturali e aree verdi. Frequenti sono gli eventi universitari, concerti e feste tradizionali. È una grande opportunità per gli studenti internazionali. Le biblioteche e le aule studio sono ben fornite, i trasporti pubblici efficienti e i servizi per studenti accessibili. Unico inconveniente: il clima. Santiago è spesso piovosa, ma questo permette di apprezzare di più i giorni di sole. Vivere a Santiago da giovane è come abitare in una piccola città europea con l’anima di un grande campus universitario. Santiago de Compostela non è solo meta religiosa, ma punto di incontro tra passato e presente, fede e cultura, introspezione e scoperta. Che si arrivi come pellegrini o studenti, è un luogo capace di lasciare un segno duraturo.
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