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Rete Dafne: trasformare le persone per non essere più vittime

Redazione Informare
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25 maggio 20245 min di lettura

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Rete Dafne: trasformare le persone per non essere più vittime

Trasformazione e consapevolezza: concetti chiave con cui inizia la storia di Rete Dafne qui nel nostro territorio. Rispolverando il mito di Dafne, troviamo il senso di questa realtà: il dio Apollo venne colpito dalle frecce dell’amore di Eros. Apollo quindi si innamora follemente della ninfa Dafne. Tuttavia, Dafne non desidera le attenzioni di Apollo, divenute ormai insistenti. Per sfuggire alle sue adulazioni, Dafne chiede aiuto al padre Fiume. Quest’ultimo trasforma la ninfa in un albero di alloro, salvandola dall’insistenza del dio Apollo. Proprio con il nome di Dafne nasce una realtà importante per il nostro territorio. Rete Dafne Napoli è un servizio specifico, pubblico e gratuito per l’assistenza alle persone vittime di reato. È offerto grazie alla collaborazione tra amministrazioni locali, azienda sanitaria, autorità giudiziaria, forze dell’ordine e associazioni del privato sociale che hanno per scopo la cura delle persone e delle relazioni che hanno sofferto in conseguenza di un reato.  

Francesca Salvatore è la presidente dell’Associazione Diesis, ente che fa parte di Rete Dafne Italia, grazie a lei ci siamo avvicinati nel concreto e nel profondo a questa realtà. Oggi i luoghi di ascolto fisici qui in Campania sono attivi al Centro Commerciale Jambo e presso Casa della Società al Vomero. La prima domanda per conoscere Rete Dafne è stata proprio del perché di questo servizio in un centro commerciale, un luogo in generale atipico per l’ascolto. La scelta di aprire questo sportello al Jambo1 – ci spiegano le psicologhe – è dettata innanzi tutto dal fatto che Diesis si sente molto vicina a tutti i temi della legalità e dell’antimafia. «Il fatto che questo sia un bene confiscato alla camorra ci dà forza e ci avvicina per il suo significato. Inoltre, crediamo che non ci possa essere assistenza fuori dai contesti dove l’umano esiste. Il centro commerciale è un crocevia di persone. La sofferenza si può esprimere soprattutto nelle comunità. Questa è quindi una vera e propria opportunità per intercettare la sofferenza».  

Rete Dafne svolge una sua funzione importante nei confronti delle vittime generaliste, così denominate dalla Direttiva Europea del 2012. Nel mondo dei reati esiste una frammentazione, ed è facile che si possano creare delle categorie di vittime. Questa frammentazione potrebbe generare diseguaglianza e lasciare indietro qualcuno. «Rete Dafne Italia – e assieme noi con locale – mira proprio a creare una assistenza rivolta a tutti senza discriminazioni di qualsiasi tipo. In che modo? Con una assistenza di tipo psicologico volta a creare una consapevolezza nella persona che si rivolge a noi, ma anche per fare in modo che ci sia una reazione, non favorendo la stagnazione di questa condizione. Inoltre, offriamo consulenza legale. I nostri avvocati mirano, dunque, a informare gli utenti circa i loro diritti. Implementiamo anche un servizio di accompagnamento ai servizi sul territorio, come ad esempio ai servizi sociali. Infine, diamo a chi ne ravvisiamo abbia la necessità, la possibilità di effettuare una consulenza psichiatrica, con la quale il nostro psichiatra valuta se effettivamente esiste un disagio cronico nella persona» – conclude la presidente Salvatore.  

Da implementare ci sarà anche il servizio di accompagnamento durante il processo. Questo servizio nasce proprio in virtù della Direttiva Europea: la vittima, aldilà se abbia denunciato o meno il reato, ha infatti diritto ad essere assistita per un periodo che va prima, durante e dopo il procedimento penale. Esistono poi problemi legati a questa nuova era digitale che non fa sconti quando parliamo di violenza, specie tra i nostri giovani. Ma non solo: Alessandra, psicologa di Rete Dafne Napoli, ci racconta di come agli sportelli si avvicinino sempre più persone che hanno subito dei reati di natura digitale: «La maggior parte delle persone che ascoltiamo sono over 60 vittime di truffe affettive online. Si tratta di persone adescate dal punto di vista sentimentale, che poi vengono truffate brutalmente da associazioni criminali che possono arrivare a spillare centinaia di migliaia di euro alle vittime. Queste persone vengono da noi con profondo senso di vergogna e di umiliazione. Le truffe avvengono in via digitale, quindi principalmente sui social, sfruttando il fatto che queste vittime non hanno una capacità di districarsi su queste piattaforme». 

È importante sottolineare che oggi, se una vittima non viene ascoltata c’è il rischio che cada in un profondo stato depressivo. Rete Dafne ha quindi l’obiettivo di propagare un concetto fondamentale, anche nei suoi utenti, ovvero l’importanza della rete, proprio quel concetto che Rete Dafne si impegna a trasferire all’utente. Quale cosa migliore di una rete per avere una risposta ai propri bisogni? La presidente di Diesis ci spiega: «La rete può essere un supporto, ma anche una rete trasformativa, raggiungere una consapevolezza prima non raggiunta. Questa è la direzione che Rete Dafne vuole intraprendere. Chi si imbatte in un reato e non trova aiuto, potrebbe passare una vita di rabbia e di rivendicazione che annienta l’essere umano. Quello che spesso succede è che, chi ha subìto un reato, non si riesca ad emancipare dallo status di vittima e non riesca ad avanti. Questo potrebbe comportare un non superamento del punto di frattura: il trauma». 

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  • #associazione diesis
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  • #rete dafne
  • #vittime
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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