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Revenge porn: raddoppiano i casi in Italia

Cristina Siciliano
Cristina SicilianoRedazione Informare
13 luglio 20243 min di lettura

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Revenge porn: raddoppiano i casi in Italia

Indice (3)

  • 1I casi in aumento in Italia
  • 2Le segnalazioni in Italia
  • 3Come difendersi dal revenge porn in Italia

Revenge porn: violenza online tramite immagini. Un crimine d’odio che è parte di un più ampio fenomeno: la pornografia non consensuale. Si tratta di foto e video inviati al partner e poi diffusi illegalmente, ma anche di immagini riprese senza il consenso della diretta interessata e poi messe online. Non bisogna girarci intorno ed è necessario spiegare concretamente la gravità della questione. Certo, oggi se ne parla di più a fronte di numerosi casi di cronaca (ultimo Morgan denunciato per stalking e revenge porn da Angelica Schiatti, in Italia), ma non è sempre chiaro cosa si possa fare nel concreto per tutelare le immagini intime online. Purtroppo la violenza tramite immagine prende inesorabilmente forme più subdole. E ancora una volta tutto questo dovrebbe far riflettere.

I casi in aumento in Italia

Oggi in Italia sono circa 2 milioni le vittime di diffusione non consensuale di materiale intimo, mentre più del doppio delle persone conoscono qualcuno che ne è stata vittima. Sono circa 14 milioni gli account italiani che hanno visualizzato immagini online carpite o diffuse senza consenso. Cifre altissime che dovrebbero allarmare. Il reato di revenge porn è previsto all’art. 612-ter del Codice penale italiano, reato che punisce chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate.

La pena prevista è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro. Nei casi più gravi non sono escluse misure quali gli arresti domiciliari o la custodia cautelare in carcere.

Le segnalazioni in Italia

Aumentano le segnalazioni a dismisura. Nel nostro paese, il fenomeno del revenge porn, purtroppo, colpisce come una scheggia. “Sono 299 le segnalazioni di persone che temono la diffusione di foto e video a contenuto sessualmente esplicito, raddoppiate rispetto allo scorso anno”. Questo è quanto segnala l’Autorità garante per la protezione dei dati personali nella Relazione al Parlamento, presentata lo scorso 3 luglio nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

Come difendersi dal revenge porn in Italia

Le donne che spesso denunciano si sentono dire che “potevano evitare di mandare la foto” perché in Italia, a livello di campagne di comunicazione, questo è ancora il messaggio che si evince. Cosa servirebbe? Sicuramente maggiore sensibilizzazione ed educazione sul tema. La prima cosa da fare, quando si è vittima di pornografia non consensuale, è contattare subito la Polizia Postale, per sporgere querela, o il Garante per la protezione dei dati personali, che mette a disposizione sul proprio sito una procedura volta a impedire l’ulteriore diffusione non consensuale dei materiali.

Non è mai troppo tardi per difendersi.

Tags
  • #Italia
  • #morgan
  • #Revenge Porn
Cristina Siciliano
Redazione Informare

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