
Due piccoli segnali, che incoraggiano ma non soddisfano. Il mese scorso, la famiglia di Sara ha vinto il ricorso al TAR per la mancata assistenza sanitaria scolastica sofferta dalla bambina durante l’a.s. 2024/2025. La vicenda fa coda a quella della famiglia di Francesca, mamma di Diego, che nel mese di maggio ha vinto un ricorso analogo. Nel Magazine di Aprile ho seguito la vicenda di Sara e di Diego, con l’aiuto di Alessandra Cirelli, Segretaria Provinciale di Conf.S.A.F.I. Sanità. Per quanto queste notizie siano positive, è importante notare come troppe famiglie siano costrette a rivolgersi alla giustizia per ottenere servizi che dovrebbero essere garantiti in modo automatico e uniforme.
Il TAR della Campania ha condannato il Comune di Caserta a risarcire la famiglia di Sara con 5.000 euro per i danni subiti a causa della mancata assistenza socio-educativa durante l’anno scolastico 2024/2025. Chiara racconta il momento della vittoria: «Mia figlia ha finalmente ottenuto giustizia. Questa sentenza di risarcimento è la giusta conclusione di un percorso che l’aveva vista privata di un diritto e della propria dignità. Nelle motivazioni date dal TAR è chiaramente descritto il danno emotivo e materiale subito da Sara. È stato, per questo motivo, un anno scolastico estremamente faticoso sia per lei che per noi familiari, che abbiamo dovuto arginare le reazioni e le conseguenze della sua permanenza a scuola senza il giusto supporto».
La mamma sottolinea quanto la sentenza sia un monito per le istituzioni. «Questo è soltanto un punto di partenza, deve essere chiaro alle istituzioni che i diritti di tutte le persone disabili non debbano essere mai calpestati. Mi auguro che per il prossimo anno scolastico non sia necessario dover nuovamente scomodare avvocati e formulare un nuovo ricorso al TAR per veder garantito un diritto previsto e sancito dalla legge».
Precedente alla vittoria di Sara vi è quella di Diego. Il TAR della Campania ha condannato il Comune di Caserta al risarcimento dei danni patrimoniali subiti dal bambino, a seguito della mancata erogazione continua del servizio di assistenza. Il riconoscimento del danno è pari alla somma di 1.000 euro per ciascun mese di privazione del monte ore necessario e 400 euro per ogni mese in cui il servizio è stato erogato parzialmente. Francesca commenta così la vittoria: «Dopo tanta ingiustizia, finalmente un segnale. Qualcosa di buono si può ottenere grazie all’aiuto di chi ha a cuore la nostra causa. Mesi e mesi di difficoltà, di battute d’arresto, di sensazioni di sconfitta nel vedere i diritti di tuo figlio calpestati con tanta indifferenza da chi dovrebbe garantirne l’inclusione e il futuro. Finalmente arriva un segno che se non ci si arrende e che se si lotta per una giusta causa la legalità esiste!».
Le vicende di Sara e Diego sono un monito per tutte le famiglie che si trovano a fronteggiare le stesse sfide. Non devono avere paura di chiedere aiuto e devono sapere che non sono sole. Come sottolineano le due mamme, l’associazione Vorreiprendereiltreno ha offerto loro supporto e le ha messe in contatto con la Federazione Osservatorio182 – scuola inclusiva, sostegno e diritti, che garantisce patrocinio legale completamente gratuito. Chiara afferma: «Sara ed io siamo infinitamente grate. E alle famiglie degli studenti con disabilità diciamo: sappiate che non siamo soli, ci sono Associazioni come queste che ci sostengono e ci aiutano a far valere i diritti dei nostri figli». La strada per la piena tutela dei diritti è lunga, ma storie come queste dimostrano che con il sostegno dei professionisti è possibile ottenere giustizia.
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