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Rientro dei cervelli: ancora una volta l’Italia non si dimostra all’altezza

Redazione Informare
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2 novembre 20233 min di lettura

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Rientro dei cervelli: ancora una volta l’Italia non si dimostra all’altezza

Indice (2)

  • 1Un po’ di dati
  • 2Le agevolazioni fiscali del governo Meloni

Anni fa l’emigrazione dal nostro paese riguardava più che altro la manovalanza, una manovalanza che ha costruito le fondamenta di paesi come la Germania, gli Stati Uniti, il Sudamerica. Oggi i fenomeni migratori sono ancora presenti in maniera massiccia e a scappare sono sempre i giovani, ma in questo caso quelli che le nostre scuole hanno provveduto a formare e specializzare, ma che non trovano adeguate retribuzioni e fondi per le loro professionalità. Questo è un problema strutturale del nostro paese, che ha un numero di espatri di giovani laureati e ricercatori universitari tra i più alti dell’Unione Europea. 

Un po’ di dati

Secondo i dati dell’AIRE (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), sono 5,8 milioni le persone italiane residenti all’estero e secondo i dati ISTAT negli ultimi 9 anni sono stati più di un milione gli espatriati. Tra questi una buona parte è altamente formata, laurea o  addirittura con un titolo di studio superiore alla laurea. Certamente il fenomeno delle fughe all’estero non è dovuto esclusivamente a un fattore economico, ma soprattutto di opportunità che fuori dai nostri confini sembrano essere più “democratiche” e “meritocratiche”. 

Il problema della “perdita” di tutta una classe produttiva che il nostro paese si era impegnato a formare, ma della cui professionalità non beneficiava, né nell’industria, né nella ricerca, né in alcun altro ambito che producesse ricchezza per il paese, cominciò ad essere preso in esame dalla classe politica già nel 2004, con il secondo governo Berlusconi, che introdusse i primi sgravi fiscali esclusivamente per ricercatori o docenti universitari residenti all’estero da almeno due anni. Gli stessi infatti avrebbero potuto beneficiare di uno sconto IRPEF del 90% per 4 anni se avessero fatto ritorno. Durante tutto questo periodo opinioni e consigli degli esperti su economia e finanza si susseguirono viste le ripercussioni del tema su questi settori. 

Negli anni la forbice si è allargata o ristretta a seconda dei governi, poi nell’aprile del 2019 il secondo governo di Giuseppe Conte, ha introdotto agevolazioni più estese e rilevanti con il decreto “Crescita”. Tutti i lavoratori con almeno due anni di residenza all’estero che avessero fatto  ritorno in patria mantenendo la residenza per almeno due anni avrebbero avuto diritto ad un’esenzione IRPEF del 70 % e addirittura del 90% per chi rientrasse al sud. 

Le agevolazioni fiscali del governo Meloni

Con la nuova norma approvata preliminarmente dal governo Meloni la scorsa settimana, le agevolazioni fiscali diventerebbero più limitate e i requisiti più dettagliati, tranne che per i ricercatori e i docenti universitari, per i quali l’esenzione resterebbe al 90 per cento per cinque anni. Secondo il nuovo decreto i beneficiari dell’agevolazione sarebbero solo i residenti da almeno 3 anni all’estero, che si impegnino a restare in Italia per almeno 5 anni e sarebbe per tutti del 50%, ammesso che il reddito sia inferiore ai 600mila euro. 

Questo decreto ha sollevato proteste da parte degli expat che si sono attivati con petizioni online su giornali nazionali, appelli sui social e sui principali media,  soprattutto perché la manovra rischia di essere retroattiva e di penalizzare coloro che hanno fatto scelte di vita radicali dopo anni di sacrifici lontano dalla propria terra e che si vedono improvvisamente cambiare  le carte in tavola. Questi ragazzi sono medici, ingegneri, economisti, ricercatori, che darebbero una grande spinta e un grande entusiasmo al nostro sistema economico e ne aiuterebbero lo svecchiamento. Una manovra del genere, non fa altro che aumentare la loro sfiducia nel nostro paese che si dimostra ancora una volta  “non essere un paese per giovani”. 

Tags
  • #fuga di cervelli
  • #Italia
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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