
Estate, tempo di prenotare le vacanze. Magari un volo per tornare all’estero o pur sempre in Italia ma in una destinazione distante dalla propria abitazione, dopo questi anni complicati. Peccato che dopo le prime ricerche dei voli per alcune tratte i prezzi iniziano a salire. Le tariffe dei voli in Italia sono aumentate in media di quasi il 70% rispetto a un anno fa, molto più del 7,6% del tasso d’inflazione registrato nel nostro Paese nello stesso periodo. A trainare il rialzo sono in particolare le destinazioni mediterranee, peraltro le più frequentate dai connazionali: in alcuni mercati i costi sono più che raddoppiati.
Ed è proprio secondo la ricerca pubblicata dal Corriere della Sera, il prezzo dei biglietti aerei ha subito un incremento ben oltre quello dovuto all’inflazione, che in Italia si attesta attorno al 7,6%.
Viaggiare purtroppo costa e forse, anche troppo. La ricerca ha preso in considerazione il prezzo di un biglietto in Economy, comprensivo di tasse ed extra per i bagagli, acquistato a marzo 2023 su oltre mille compagnie operanti nel nostro Paese verso una città intraeuropea. Il costo di tale biglietto è di 57 euro rispetto ad un biglietto acquistato a 34 euro a marzo 2022.
La stima parla di un rialzo del 68% dei voli in un solo anno, dunque un notevole incremento rispetto alla percentuale d’inflazione nel Paese, e che certo non promette bene ai viaggiatori che sono pronti ad organizzare le vacanze.
Il rapido aumento dei costi dei biglietti è dovuto alla crisi del settore trasporto aereo. La ricerca, infatti pone l’attenzione sulla netta sproporzione tra domanda e offerta. Dopo la pandemia, non a caso, gli italiani hanno ripreso a viaggiare, ma le compagnie non riescono a soddisfare l’improvvisa richiesta di tutti.
Carenza di voli, ma anche carenza di aerei, che promette all’orizzonte un’altra estate di code e mancanze di veicoli per raggiungere le destinazioni desiderate. Un’altra ragione dell’aumento sono le oscillazioni stagionali. La corsa al biglietto aereo dell’estate 2022 aveva fatto crescere i costi, ed ora che nuovi collegamenti vengono attivati, alcune destinazioni diventano ancora più costose soprattutto in alcuni periodi dell’anno, proprio per gli eventi correlati al singolo Paese.
Un ulteriore fattore di aumento dei costi è ovviamente la guerra russo-ucraina, in primo luogo per le sanzioni al petrolio e al gas russi che ha fatto crescere il costo del petrolio, inoltre le rotte dell’aerea euro-asiatica sono state ridisegnate per evitare lo spazio aereo ucraino e giocoforza allungate, con la conseguenza del maggiore consumo.
Secondo l’analisi, a quanto pare, a costare di più tra le destinazioni c’è l’amatissima Grecia. La tratta Italia-Grecia, infatti, sono costati a marzo il 143% in più dello scorso anno. Ma tra le mete ci sono anche Cipro, Malta, per non parlare della Spagna, che registra un 87% in più; così come Regno Unito (40%) e Francia (+36%). L’unica meta a non cedere al vertiginoso trend è Bratislava, dove addirittura si paga il 9% in meno per raggiungerla via aereo.
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