
Da alcuni mesi, il settore cinematografico si trova al centro di una battaglia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale (CCNL) degli esercizi cinematografici, scaduto ormai da cinque anni. Una situazione che ha messo in luce una crescente tensione tra i lavoratori e le controparti datoriali, rappresentate dall’ANEC a cui aderiscono le due principali realtà campane The Space Cinema ed UCI Cinema, la cui indisponibilità a rinnovare il contratto ha suscitato una reazione forte e compatta da parte dei dipendenti del settore.
La questione è stata sollevata in una serie di assemblee territoriali, la prima delle quali ha avuto luogo in Campania, con la partecipazione di numerose realtà locali del mondo cinematografico.
Da queste assemblee è emerso un chiaro messaggio: i lavoratori chiedono il rinnovo del CCNL e la tutela dei loro diritti, in particolare riguardo alla corretta classificazione delle mansioni e all’adeguamento economico, che da troppo tempo sono oggetto di incertezze e trascuratezze da parte dei datori di lavoro. Abbiamo parlato con Antonio Carbone, Segretario Regionale FISTel-CISL Campania.


Uno dei temi centrali sollevati dai lavoratori riguarda la classificazione delle mansioni. Ci parla così il segretario Carbone: “L’attuale CCNL, infatti, prevede una precisa distinzione tra i vari ruoli all’interno del settore cinematografico, ma questi ruoli rischiano di essere sviliti o dequalificati, con un conseguente abbassamento delle retribuzioni e del riconoscimento delle competenze. I lavoratori rifiutano con fermezza qualsiasi tentativo di eludere queste categorie professionali, chiedendo che le proprie mansioni siano pienamente riconosciute e tutelate. Non solo: le retribuzioni devono corrispondere al reale livello di competenza richiesto, senza subire distorsioni che ne minerebbero la dignità professionale. Il tema dell’adeguamento salariale è altrettanto cruciale. Da anni, infatti, i salari sono fermi, nonostante l’aumento costante del costo della vita. La situazione è diventata insostenibile, specialmente negli ultimi due anni, segnati da un’inflazione particolarmente alta che ha eroso il potere d’acquisto di chi lavora nel settore. Il piccolo aumento di 35 euro inserito a partire da maggio dell’anno scorso non è certo sufficiente a compensare l’aumento dei prezzi e il lungo periodo di stagnazione salariale”.
In questo contesto, i lavoratori chiedono un adeguamento salariale che rispecchi l’inflazione e che si traduca in un reale aumento della busta paga, non in forme di welfare aziendale che di fatto non vanno a incidere direttamente sulle retribuzioni mensili.
Un altro punto di contesa riguarda le mansioni legate alla pulizia degli spazi lavorativi. I lavoratori ribadiscono che tali compiti devono essere assegnati esclusivamente al personale classificato nel livello A, come previsto dal contratto, o, in alternativa, a imprese di pulizie specializzate.
Abbiamo ascoltato a riguardo le parole di un lavoratore del settore cinematografico in Campania: “La gestione delle pulizie da parte di personale non formato o non incaricato, infatti, non solo mette a rischio la sicurezza degli ambienti di lavoro, ma viola anche il principio di rispetto delle mansioni stabilito dal CCNL. Il rispetto di queste linee guida è essenziale non solo per garantire la sicurezza sul posto di lavoro, ma anche per tutelare la dignità professionale di ogni lavoratore”.
Proprio il nostro lavoratore del settore ha parlato di una linea dura che si intende mantenere: “Siamo pronti a intraprendere un periodo di lotta più deciso, con un chiaro obiettivo: far sentire la propria voce in modo forte e coeso. La proposta è semplice e non negoziabile: il rinnovo del CCNL deve accogliere le richieste dei lavoratori. In caso contrario, si continuerà a mantenere la pressione sul fronte delle condizioni attuali, con un impegno rinnovato nel far rispettare ogni singola norma del contratto in vigore. Stiamo mantenendo una linea dura, vogliamo che venga rispettato almeno il vecchio contratto. Siamo pronti ad un eventuale sciopero se non vengono accettate determinate condizioni, affinché noi lavoratori possiamo avere una vita sana e dignitosa, soprattutto sul piano salariale”. Uno sciopero che si andrebbe a verificare proprio nel periodo clou natalizio per i cinema.
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