
Fino a qualche anno fa il Rione Sanità rappresentava, insieme a molti altri quartieri popolari, uno di quei lati della città di cui vergognarsi e da nascondere. Complici anche le guerre di camorra che hanno tormentato il quartiere fino ai primi anni 2000, la Sanità era concepita dai napoletani come un luogo da evitare, se possibile da non mostrare ai visitatori. Era dipinto come il luogo dell’anarchia cittadina, dove persino le forze dell’ordine stentavano ad addentrarsi. Ma gli abitanti del Rione Sanità hanno sempre lottato per combattere questi stereotipi e, in seguito, per la rinascita del quartiere. È in questo contesto che si inserisce il progetto LUCE al Rione Sanità. Si tratta di un’iniziativa di rigenerazione urbana, culturale e sociale nata nel 2020 ad opera di diverse associazioni del territorio, tra cui la Fondazione San Gennaro, la cooperativa La Paranza e la cooperativa La Sorte.
La nascita del progetto Il co–fondatore della Cooperativa La Sorte Raffaele Marfella ha raccontato la genesi del progetto LUCE: «Il progetto LUCE nasce nel 2020 grazie all’intuizione della cooperativa “La Paranza” di estendere a tutti i 5 km2 del Rione Sanità la rivoluzione culturale che ha interessato il quartiere già dal 2006 con la riapertura delle catacombe di San Gaudioso e le catacombe di San Gennaro. In particolare, gli obiettivi del progetto LUCE sono molteplici e sono gli stessi della Convenzione di Faro. Innanzitutto, la rivitalizzazione culturale delle zone meno conosciute del quartiere, come l’antica via dei Cristallini. Poi la riqualificazione e la restituzione alla comunità di due luoghi di interesse artistico e culturale abbandonati dopo il terremoto del 1980, ovvero la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi (sede dello Jago Museum) e la Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini. Sono diventati luoghi a stretto contatto con la comunità, non solo dal punto di vista culturale: oltre ad ospitare conferenze o concerti, sono presidi di legalità e fucine del cambiamento per la comunità. Infine, si parla di riscatto sociale ed economico che la stessa azione di riqualificazione ha promosso per gli abitanti del quartiere: il progetto LUCE ha dato poi vita alla Cooperativa La Sorte, che ad oggi conta circa 40 dipendenti tra lavoratori e soci fondatori».
Lo scorso 24 luglio, a culminare il successo di questo progetto, la Regione Campania ha conferito alla cooperativa La Paranza il Premio Creatività Urbana 2026 per l’intervento di restauro e restituzione alla comunità della Chiesa dei Cristallini. Il premio consiste in 15mila euro che la cooperativa investirà in ulteriori interventi di manutenzione e restauro.
lI ragazzi della cooperativa La Sorte ci hanno aperto le porte di una delle chiese protagoniste del progetto LUCE: la Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini. La chiesa fu pesantemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e a seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980, a causa di ulteriori danni strutturali, venne definitivamente chiusa. Lo stato di abbandono è durato più di 40 anni, fino a quando nel 2023, grazie al progetto LUCE, la Chiesa dei Cristallini è stata messa a nuovo e riaperta al pubblico.

Il nuovo volto artistico della chiesa è frutto del lavoro di tre artisti: Tono Cruz, Mono Gonzalez, muralisti internazionali che hanno realizzato i murales che decorano pareti della chiesa, e Giuliana Conte, una fotografa che ha realizzato i ritratti degli abitanti del quartiere che pendono dalla volta della chiesa, per simboleggiare il legame con il territorio.
A rubare l’occhio sono le 25 tonalità di blu delle pareti della chiesa che trasmettono una sensazione di tranquillità contrastante il carattere frenetico e movimentato del quartiere. La chiesa è ancora consacrata e la messa viene celebrata da un altare piuttosto insolito: si tratta della prua di un’imbarcazione usata dai migranti per arrivare a Lampedusa, donata alla Chiesa dalla Casa dello Spirito e delle Arti nell’ambito del progetto Metamorfosi. La Chiesa Blu ai Cristallini, in definitiva, è uno dei simboli emblematici della rinascita sociale e culturale del Rione Sanità, un quartiere per troppo tempo bistrattato. L’estrema rilevanza e il successo del progetto LUCE, reso possibile dall’azione congiunta della cooperativa La Paranza e la cooperativa La Sorte, non sono testimoniati soltanto dal Premio Creatività Urbana 2026, ma sono concretamente tangibili visitando i luoghi protagonisti di questa rinascita e attestando il loro legame viscerale con la comunità e il territorio.
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